UN GIRO IN VALCHIAVENNA

di Emilia Crippa

Statale 36 “del lago di Como e dello Spluga”. Lo sanno bene i motociclisti: arrivati a Chiavenna, prima di attaccare la salita quello che ci vuole è un buon caffè. E la Pasticceria Mastai è proprio lì, sulla sinistra, appena prima del bivio che divide l’imbocco della Val Bregaglia su, verso il Maloja e St. Moritz, dalla strada che sale verso lo Spluga, percorrendo la Valchiavenna, la nostra meta da scoprire.

Mastai ovvero brioches di innumerevoli gusti, pasticcini e torte deliziose, un corteo di giovani barman/camerieri pronti a farvi cadere nelle rete del piacere. Non potrete resistere. Al punto che sulla strada del ritorno, il canto ammaliatore si farà ancora udire perché Mastai si trasforma in wine bar, a sintetizzare le sfide dei concept del nuovo millennio giunte anche qui, nella valle dei crotti, ai piedi delle Marmitte dei Giganti (un luogo che vale la visita). Come quella al Museo della Collegiata di San Lorenzo, dove è conservato un gioiello di oreficeria e fede che solo pochi conoscono, la Pace di Chiavenna.

Ma è nella tradizione che Mastai trova per noi la sua ragion d’essere: nella “biscioela”, dolce tradizionale della Valtellina e della Valchiavenna. Ed è un must del viaggiatore gustare la versione di Mastai di questo antico dolce lievitato a base di uvetta, fichi, noci, una sublimazione della tradizione, che si apprezza rinnovando l’assaggio: sapienza contadina in una delicatezza di lavorazione. Per noi, forse la migliore della valle. Forse… Perché salendo verso lo Spluga, giunti a Campodolcino, capoluogo di alta valle, appena superata la frazione di Prestone con il lago, ancora a inizio paese, sulla destra troverete Zizzi: panificio, edicola, verduraio, enoteca. Il classico “negozio” di montagna e, a seconda dei punti di vista, antesignano dei drugstore delle insonni metropoli o memoria di un passato ancora vivo delle nostre contrade. Qui la “biscioela” ha un sapore deciso, intenso, “rustego” vorremmo dire. A voi la scelta.

Prima di proseguire verso Madesimo, oppure sulla strada selvatica verso il passo, prima di attraversare il cuore di Campodolcino, sulla destra, subito dietro la chiesa, ecco che si snoda un nastro di tredici tornanti: vi porterà a Fraciscio. Le case, la chiesa, il negozio, un albergo, una casa per vacanze dedicata a san Luigi Guanella, che qui ha visto i natali.

E poi un’insegna, un nome che il meno originale, nelle montagne lombarde, non si può: “La Genzianella”. Ma la Genzianella di Fraciscio non è banalità, è sostanza, sicurezza: entrando nella prima sala, vi sembrerà di ritrovarvi in un bar degli anni Settanta, il bancone, pochi tavoli, foto alle pareti; il passaggio nella seconda svela la vera anima del luogo. Tavoli fitti tra pareti perlinate su cui fanno bella vista foto di amici, paesani sportivi che si sono fatti onore: qui si mangia! E quando Walter, simpatico e cordiale, o il cognato – ché la conduzione è famigliare – vi avranno elencato il menu, già l’accento della valle vi avrà fatto capire che qui starete bene. Raviolini o tagliolini alle erbe, polenta taragna con costine di maiale – sembrano scolpite, tanto sono piccole, fini… ci abbiamo messo anni a farci dire da dove provengono, da un allevamento giù a fondovalle – e poi, perfetti, i pizzoccheri chiavennaschi, sorta di gnocchetti inondati di burro aglio e formaggio, un’altra “scuola di pensiero” rispetto ai più famosi pizzoccheri valtellinesi. E ancora, cervo o capriolo, e torta fatta in casa o sorbetto, e grappa, anzi grappe, compresa quella alla vipera: sì, alla montanara, con la vipera nella bottiglia! A suggellare la gratitudine, il conto: 24 euro, per tutte le pietanze sopraelencate! Compresi, ovviamente, vino e caffè. E scordatevi di capitarci con qualche speranza senza aver prenotato, specialmente nei giorni di festa, sabato e domenica, pranzo e cena. Qui si viene sempre, estate e inverno, anche dalla città, in comitiva, con la famiglia, in moto con la ragazza…

Photos via:
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December 15, 2013

UN GIRO IN VALCHIAVENNA

Chiavenna, Fraciscio, Campodolcino, Madesimo (SO)