SONYA YONCHEVA, IL CUORE NELLA TRAVIATA

di Rino Alessi

È nata una stella, titolava l’autorevole “Le Monde” riferendosi alla nuova Lucia di Lammermoor dell’Opéra Bastille: Sonya Yoncheva.

Bulgara, è nata a Plovdiv trentun anni fa, nel suo Paese si è formata, ma è cittadina del mondo, questa giovane artista. La incontriamo a Parigi, mentre si appresta a lasciare la produzione di Andrei Serban del capolavoro donizettiano per ritrovare un’altra eroina che le ha preso il cuore, Violetta de La Traviata, Verdi. Come dire, due personaggi culto del grande repertorio italiano che per ogni cantante rappresentano un punto d’arrivo più che di partenza. Osare interpretarli ripetutamente nel corso di una stessa stagione è impresa che in poche possono tentare.

«Quando mi è arrivata la proposta di debuttare in Lucia di Lammermoor alla Bastille sono stata presa dalla paura. È un personaggio nuovo per me, molto diverso da quelli che affronto abitualmente, sì, ci avevo pensato ma, come dire, tra virgolette…». In che senso? «A parte la difficoltà di scrittura, c’era il debutto in una sala difficile come quella della Bastille. Vengo da Violetta, e Lucia è una Traviata all’inverso, inizia nel registro centrale, è un vero e proprio soprano lirico nel duetto con il fratello e poi, nella scena della pazzia, Donizetti le chiede le acrobazie…».

Acrobazie che nello spettacolo parigino si sposano con quelle sceniche in cui la protagonista recita la grande scena in equilibrio instabile sul famoso filo su cui ogni acrobata deve sapersi destreggiare: «Nessuno mi aveva detto come avrei dovuto recitare una scena tanto esigente. Il regista, per fortuna, mi ha seguita passo passo e nel corso delle prove sono riuscita ad entrare nei concetti che lui mi chiedeva di esprimere e alla fine mi ci sono è buttata a capofitto».

Nel frattempo torna a Traviata… «Il mio grande amore. Lo so, lo dicono tutti i soprani, ma per me è proprio così. Violetta mi affascina da quando ho letto il libro di Dumas figlio e, trovandomi a Parigi, sono andata sulle sue tracce, o meglio su quelle della donna che ha ispirato il personaggio. Su internet ho ritrovato le ricette che i medici le prescrivevano e sono andata in cerca dei luoghi in cui comprava le medicine. Ho fatto ricerche per ricostruire la sua personalità e quella del suo amante, Dumas figlio».

Sonya Yoncheva e l’Italia. «Ci sono molte connessioni. Da cinque anni vivo con un collega, Domenico Menini, tenore. Ci siamo conosciuti a Madrid dove cantavamo assieme in Don Pasquale di Donizetti. È un uomo colto, attento, intelligente. Sa metterti a tuo agio. Da lui ho imparato la vostra lingua».

Altre connessioni? «La vittoria del concorso Operalia nel 2010: ho vinto cantando sul palcoscenico della Scala che, per ogni appassionato d’opera è il palcoscenico lirico per eccellenza. È stata una vittoria a sorpresa, avevo preparato cinque arie e ho sparato tutto quello che avevo. Certe volte l’improvvisazione è vincente! Operalia è arrivato nel momento giusto spostandomi dal repertorio barocco cui mi aveva destinata William Christie».

Da poco ha debuttato anche all’Arena di Verona: «Sì, in un Gala bellissimo per i duecento anni di Verdi e i cento dell’Arena. Ho cantato Gilda in Rigoletto, personaggio con cui debutterò prossimamente al Metropolitan. Trovarti su questo palcoscenico all’aperto e domandarti se il pubblico riuscirà a vederti o, più ancora, a sentirti, tanto sono grandi quegli spazi, ti fa percepire lo spirito di questo teatro che è unico al mondo».

Italiana per amore, svizzera per residenza, parigina per passione, Sonya Yoncheva ritroverà il nostro Paese per il suo primo cd di arie d’opera italiane «che sarà registrato in Italia e diretto da Daniel Oren con una delle vostre grandi orchestre».

Con lo stesso Oren eseguirà in Italia lo Stabat Mater di Dvorak tornando alle sue origini slave e abbandonando il belcanto: «Ma io non sono una belcantista, non mi interessa stupire con la mia tecnica, cerco di interpretare i miei personaggi con la mia voce, con la mia personalità e con la passione per la musica che mia madre mi ha trasmesso».

Photos via:
www.sonyayoncheva.com

December 15, 2013