Portaluppi, il Mario e la “bacciocca”

1) Torre in Piazza della Repubblica, Milano - Tower in Piazza della Repubblica, Milan

1) Torre in Piazza della Repubblica, Milano

Ecco la terza puntata del racconto di Francesco Andreani che, a partire dal fenomeno delle stazioni di servizio Agip, analizza alcuni interessanti aspetti dell’architettura italiana del Novecento.

La prima e la seconda puntata le trovate qui e qui. I numeri tra parentesi nel testo indicano la relativa foto di riferimento.

di Francesco Andreani

Come sempre accade nell’arte, l’opera non è il frutto isolato di un’immaginazione ma nasce in modo non prevedibile per scambio di eredità, per travaso di idee e sensibilità tra persone, molto spesso tra artisti, tra generazioni di artisti e di discepoli, siano essi reali o figurati.

Così Mario Bacciocchi da Fiorenzuola d’Adda, figlio di tipografo, non fu un professionista scelto da Enrico Mattei chissà per quali oscuri e occasionali motivi, come alcune biografie lasciano supporre.

Bacciocchi fu uno dei migliori allievi di un’eccezionale stagione dell’architettura lombarda del Novecento che vide in Piero Portaluppi l’autore più interessante e dotato. L’amicizia tra Mario e il suo maestro Piero è segnata dalle numerose cartoline presenti nell’archivio di Portaluppi e da piccole tracce rivelate da biografie ormai sempre più attente alla sua figura. In quella stagione particolare di rinnovamento che furono le procedure concorsuali degli edifici pubblici del regime di Mussolini, Bacciocchi segnò punti interessanti accanto ai più famosi Terragni, Ponti e Del Debbio, partecipando ai grandi concorsi come a quello del palazzo Littorio a Roma, con attenzione e lode di Giuseppe Pagano su Architettura. Poi fu da subito un grande realizzatore di opere ”novecentiste”, urbane, solide e innovative, come la prima torre di diciannove piani a Milano, in piazza della Repubblica (1).

Nel dopoguerra rivela la sua natura di grande sperimentatore del linguaggio architettonico del Novecento. Con il progetto per la chiesa di Piacenza e poi per la chiesa di Santa Barbara a Metanopoli del 1955 (2), dieci anni prima della Cattedrale di Taranto di Gio’ Ponti, intuisce il carattere decorativo della struttura intelaiata semplice e lo restituisce con una qualità che appare anche superiore ai modelli successivi. Sensibilità e disinvoltura del linguaggio, temi della declinazione architettonica di Bacciocchi, dal progetto urbano all’architettura urbana residenziale e monumentale, infine all’architettura commerciale dell’Eni, all’invenzione della “bacciocca”, come chiamava la magica pensilina, della quale devono essere rilevati i caratteri ludici, poeticamente pubblicitari (3,4).

2) Parrocchia di Santa Barbara a San Donato Milanese

2) Parrocchia di Santa Barbara a San Donato Milanese

3) Stazione Agip di Moncalieri (Torino)

3) Stazione Agip di Moncalieri (Torino)

4) Stazione Agip, anni Cinquanta, Cortemaggiore (Piacenza)

4) Stazione Agip, anni Cinquanta, Cortemaggiore (Piacenza)

Gioco e ironia furono anche gli strumenti con i quali Portaluppi affrontò gli sconvolgimenti estetici del suo periodo soprattutto nei confronti delle pretese etiche del movimento moderno, che ambiva a cambiare il mondo attraverso la nuova architettura e la nuova città.

Portaluppi non credeva in questo e riportava con puntualità l’architettura nel campo dei suoi limiti e delle sue qualità civili, anche attribuendogli quei caratteri ironici che l’etica modernista non gli riconosceva più. Negli anni Venti, durante i quali vince il piano regolatore di Milano e realizza molte opere di valore tra cui il restauro di Santa Maria delle Grazie e il Planetario, il palazzo di corso Venezia e il palazzo RAS a Milano (5,6), affronta i paradossi del suo tempo con progetti ironici dal colossale grattacielo SKNE (7) (pronuncia “scappane”) ai piani regolatori di Hellytown (8) e Allabanuel (palindromo di “l’è una balla”) e realizzazioni ludiche come il sorprendente Wagristoratore (9) che realizza davvero in Val d’Ossola incastonando due vagoni in un fabbricato in muratura. Declina l’architettura con la sensibilità del suo significato, e del significato dell’architettura conosce le declinazioni più varie, monumentali, civili, serie e leggere.

Sembra di sentir parlottare insieme Portaluppi, Marco Semenza e Benedetto Croce, amici e sodali reali di un salotto ironico e scettico, ma profondamente positivo e credente, delle novità paradossali e assertive delle nuove scuole. Sembra di sentire l’ironia e lo scherzo, l’allegra ironia lombarda ascoltata, come attenti e giovani uditori, dal Bacciocchi e forse dal Gio’ Ponti.

Portaluppi maestro del linguaggio e, dunque, Mario Bacciocchi fortunato discepolo.

(Bibliografia: Fondazione Piero Portaluppi, www.portaluppi.org; G. Bilancioni, “Fortuna umana e sfortuna critica di Piero Portaluppi”, in “L’architettura nelle città italiane del XX secolo”, Jaca Book, MIlano 2003; R.S. Tironi, “‘Egregio Architetto Piero Portaluppi…’ Cartoline di architetti e di architettura”, tesi di laurea in Architettura, Politecnico di Milano, 2011).

Photos via: ©Archivio fotografico Eni

5) Palazzo di corso Venezia, 1926, Milano

5) Palazzo di corso Venezia, 1926, Milano

6) Edificio Ras,1935, Milano

6) Edificio Ras,1935, Milano

7) Disegno del Grattacielo SKNE ("scappane")

7) Disegno del Grattacielo SKNE (“scappane”)

8) Progetto di Hellytown

8) Progetto di Hellytown

9) Wagristoratore in Val d'Ossola

9) Wagristoratore in Val d’Ossola

December 7, 2015