Piero Fornasetti e i mobili sognati

In un’intervista sulla figura del grande pittore, scultore, decoratore e designer Piero Fornasetti (Milano 1913-1988), così il figlio Barnaba ha risposto al giornalista del “Corriere della Sera” che gli chiedeva in quale modo lavorava il padre: «Con estremo rigore. Partiva da idee che aveva in mente o dai sogni che faceva. A volte si svegliava in piena notte e mi raccontava di aver sognato un mobile barocco particolare, un’architettura in stile palladiano, un mobile moderno o una sua variazione. Allora schizzava l’idea su un pezzo di carta oppure la spiegava al telefono all’artigiano che avrebbe dovuto realizzarla. Era molto orgoglioso di riuscire a trasmettere quello che voleva, come lo voleva, senza fare un disegno tecnico».

Chissà che pure questo trumeau-bar denominato “Architettura” – in legno e ottone, stampato e laccato a mano – non sia il frutto maturo di una cosa sognata.

Il mobile disegnato da Giò Ponti nel 1951 fu modificato e decorato da Fornasetti che, affascinato dalla relazione fra architettura e mobili, ne immaginò – ne sognò – una meravigliosa sintesi artistica.

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January 15, 2014