Maria Antonietta Avanzo, regina di motori

Maria Antonietta Avanzo

La baronessa Maria Antonietta Avanzo (nata a Contarina Veneta, oggi Porto Viro, in provincia di Rovigo, il 5 febbraio 1889) è stata la prima e più famosa donna pilota italiana a gareggiare su automobili da corsa.

Nella sua ventennale carriera partecipò a numerose competizioni, prima rappresentante del gentil sesso a prendervi parte, come la Mille Miglia, nella quale si cimentò per cinque volte, le cinquecento miglia di Indianapolis, la Targa Florio.

La Avanzo – il cui cognome da nubile, prima cioè di sposare il barone Eustachio Avanzo nel 1908, era Bellan – imparò a guidare ancora bambina rubando un triciclo a motore di suo padre, un piccolo veicolo a un cilindro prodotto dalla casa automobilistica francese De Dion-Bouton (una sventatezza finita male: investì un passante, che comunque rimase illeso).

La prima grande gara della sua vita fu il Giro del Lazio del 1920, che vinse rocambolescamente nonostante una sosta forzata a causa di una ruota bucata. Poi partecipò alla Targa Florio a bordo di una Buick (dovette però ritirarsi dopo soli tre giri).

Gli anni Venti furono un decennio ricco di eventi per la Avanzo. Nel ’21 Vinse la Coppa femminile della Settimana motoristica di Brescia e poi, nel mese di luglio dello stesso anno, alla guida di una Packard dodici cilindri, partecipò a una gara di chilometro lanciato sulla pista dell’isola di Fanø, in Danimarca: in quell’occasione la sua automobile prese fuoco in corsa e lei, con grande freddezza, la condusse a tutta velocità nel mare per spegnere le fiamme e salvarsi la vita.

Enzo Ferrari, riguardo a questa vicenda, ha raccontato un episodio curioso: uscendo dall’automobile, e quindi dal mare, la Avanzo espresse a voce alta il desiderio di scambiare la sua Packard con una Fiat. Desiderio realizzato poco tempo dopo dal pilota Antonio Ascari, il quale gliela fece recapitare a casa ottenendo in cambio la Packard “ammarata” che poi avrebbe fatto rimettere a nuovo.

Dopo circa cinque anni trascorsi in Australia, dove creò un’azienda agricola, la Avanzo rientrò in Europa nel 1926. E riprese a gareggiare alla guida di varie automobili – Fiat, Alfa Romeo, Maserati, Chrysler e Bugatti – in numerose competizioni – Mille Miglia, Le Mans, Indianapolis.

L’ultima gara di cui si ha notizia fu la Tobruk-Tripoli del 1939 – sostitutiva della Mille Miglia italiana, sospesa l’anno prima per un tragico incidente – nella quale corse, arrivando sesta, a bordo di una Fiat 1100 Sport.

La Avanzo aveva cinquant’anni. Era una donna emancipata e madre di due figli. Aveva avuto una vita avventurosa, aveva frequentato il bel mondo, era entrata in contatto con personaggi celebri, da D’Annunzio a Mascagni, da Hemingway a Mussolini, da Modigliani a Nuvolari, da Ferrari alla Magnani.

Ma non era stanca di guidare. Lo avrebbe fatto ancora a lungo, senza gareggiare, sulle strade di Roma. Morì il 17 gennaio 1977, all’età di ottantotto anni.

Per saperne di più: L. Malin, “Indomita. La straordinaria vita di Maria Antonietta Avanzo”, Malin Communcation, Rovigo 2014.

February 13, 2017