Le fotografie di Giovanni Gargiolli: la memoria in viaggio per l’Italia

Il viaggio in Italia di Giovanni Gargiolli, fotografie - photographs

Pisa, Piazza del Duomo, 1904

Tra il 1895 e il 1913, Giovanni Gargiolli e i suoi collaboratori produssero circa dodicimila lastre fotografiche, nelle quali fissarono un grande pezzo della memoria storica dell’Italia – siti archeologici, chiese, dipinti, palazzi.

Qualche anno prima dell’inizio dell’avventura di Giovanni Gargiolli – nato nel 1838, fondatore, nonché direttore, del Gabinetto Fotografico Nazionale – il “British Journal of Photography” aveva lanciato un appello affinché si creassero ovunque archivi di immagini: esse infatti, nell’arco di cento anni, sarebbero diventate i documenti più preziosi per la conservazione della memoria storica dei popoli di tutto il mondo.

Qualche mese fa, duecento di queste fotografie scattate da Gargiolli in giro per l’Italia sono state protagoniste di una mostra allestita a Roma dall’Istituto centrale per il Catalogo e la Documentazione (Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo).

“Il viaggio in Italia di Giovanni Gargiolli. Le origini del Gabinetto Fotografico Nazionale, 1895-1913”: questo era il titolo della mostra, il racconto per immagini di un “Grand Tour” di documentazione che il fotografo toscano intraprese in compagnia di tre grandi storici dell’arte, Adolfo Venturi, Corrado Ricci e Pietro Toesca.

Sulle lastre di Gargiolli rimasero impressi i dettagliati profili in bianco e nero di decori, cicli pittorici, monumenti. Un’immensa ricchezza culturale che sarebbe in parte andata distrutta di lì a qualche anno a causa delle sistemazioni urbanistiche – specialmente nell’immenso cantiere della Roma umbertina e postumbertina –, dei terremoti e, poi, della seconda guerra mondiale.

Il critico d’arte britannico John Berger ha scritto che con l’invenzione della fotografia abbiamo acquistato un nuovo mezzo di espressione più strettamente associato alla memoria di ogni altro […]. Sia la fotografia sia il ricordo dipendono dal tempo e al contempo vi si oppongono. Entrambi preservano singoli momenti, e propongono una forma di simultaneità, in cui tutte le loro immagini coesistono. Entrambi stimolano e sono stimolati dalla interconnessione degli eventi. Entrambi cercano istanti di rivelazione, poiché solo quegli istanti danno pienamente ragione alla loro capacità di resistere al flusso del tempo.

Ecco un’antologia di memorie italiane che, grazie al lavoro di Gargiolli, resistono al flusso del tempo.

May 4, 2015