Le due anime del Teatro di Bolzano

di Rino Alessi

Progettato dall’architetto Marco Zanuso, il Teatro comunale di Bolzano (in tedesco Stadttheater Bozen), è uno dei più giovani d’Italia. È stato inaugurato il 9 settembre del 1999 ed è sede del Teatro Stabile di Bolzano e delle Vereinigte Bühnen Bozen. La sua gestione, manutenzione e amministrazione è affidata alla Fondazione Teatro Comunale e Auditorium Bolzano, in tedesco Stiftung Stadttheater und Konzerthaus Bozen. Nel 2001 fu inaugurata la sua prima stagione lirica con “Simon Boccanegra” di Verdi, diretto da Abbado e in coproduzione con il Comunale di Ferrara.

L’Alto Adige ha sempre avuto una doppia anima, italiana e tedesca. Lo dimostrarono, verso la fine del Seicento, i gusti teatrali alla tedesca e quelli operistici all’italiana; negli ultimi anni del Settecento il compositore più eseguito a Bolzano era Paisiello, il conquistatore dei teatri degli Zar di Russia. Solo dal 1784, nei periodi di Carnevale, abbiamo notizia di spettacoli lirici regolari nella città sudtirolese. Le rappresentazioni erano ospitate nel Palazzo von Menz e poi in quello del Magistrato Mercantile; non c’era un vero teatro e si dovette aspettare il 1805 per avere, in Piazza della Mostra, un primo edificio per lo spettacolo.

Per tutto il XIX secolo l’opera arrivò a Bolzano al Kaiserkrone (Palazzo Pock): Mozart e Rossini in prima fila, seguiti da Donizetti, Verdi, Gounod, dalle operette di Johann Strauss, da Humperdinck, Mascagni, Leoncavallo. Il teatro fu chiuso nel 1906, a cento anni dalla nascita, per timore d’incendi ma anche in seguito a polemiche di stampo nazionalistico.

Bolzano ebbe un nuovo teatro solo nel 1918; costruito dal 1913 nel Parco di viale Stazione, su progetto dell’architetto Max Littmann di Monaco e inaugurato il 14 aprile 1918 con l’esecuzione dell’“Egmont” di Beethoven, il Civico, giacché la città entrò a far parte del Regno d’Italia nel 1919, fu ribattezzato col nome di Verdi e vi fu rappresentato soprattutto il melodramma italiano, mentre l’opera tedesca fu drasticamente ridimensionata e, dal 1934, vietata dal regime fascista. Nel 1943 un bombardamento lo distrusse, suggellando la fine di un’epoca. Nel 1951 le macerie furono definitivamente rimosse e fino all’inaugurazione del Nuovo Teatro Comunale (Neues Stadttheater), il 9 settembre 1999, gli spettacoli furono dirottati in altre sedi.

Negli anni Ottanta del secolo scorso si decise di dotare una città così vivace e in crescita di un teatro che potesse dare spazio a tutte le attività di spettacolo. Il progetto per il Nuovo Teatro Comunale fu quindi affidato nel 1985 a Marco Zanuso contestualmente alla messa a punto di un piano di ristrutturazione per il comparto urbano compreso fra la Cattedrale e la piazza Verdi. Lo Stadttheater Bozen s’inserisce a pieno titolo negli standard medio-alti delle migliori strutture europee e ha ottocento posti a sedere. Nell’annesso Teatro Studio (Studiotheater, 270 posti) è ricercata l’atmosfera più rarefatta di certi teatrini del Seicento.

Il 28 febbraio del 2007 il Ministero per i Beni e le Attività Culturali riconosce il titolo di “Teatro di Tradizione” alla Fondazione Teatro Comunale e Auditorium che in queste ultime stagioni produce opere del grande repertorio mitteleuropeo come “Elektra” e “Salome” di Richard Strauss, o “Fidelio” di Beethoven e lavori contemporanei come “Alex Brücke Langer” di Verrando o “Julie” di Boesmans.

Tra il novembre 2013 e l’aprile 2014 tre opere – due in coproduzione con Treviso: “La Bohème e, proveniente dalla Neue Oper Wien dove ha da poco debuttato, la novità di Vosecek “Biedermann und die Brandstifter” (Biedermann e i piromani) dall’omonimo dramma di Max Frisch, e un nuovissimo allestimento per “Die Zauberflöte” di Mozart – riportano la musica lirica a Bolzano nella stagione 2013/2014.

Photos via:
www.fondazioneteatro.bolzano.it/de/stadttheater-bozen/1-0.html

January 8, 2014

Le due anime del Teatro di Bolzano

Bolzano
Piazza Verdi, 40
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