L’“Almanacco antiLetterario” del 1937 e l’astuzia di Munari

Almanacco antiLetteratio Munari

Nel 1937, “anno XV dell’era fascista”, l’“Almanacco Letterario Bompiani” fu pubblicato con un titolo leggermente diverso. Il prefisso in corsivo “anti” premesso all’aggettivo “letterario” della testata connotava polemicamente i contenuti del periodico che la casa editrice milanese editava regolarmente dal 1929.

“Polemicamente” perché i curatori di quella particolare edizione volevano far notare come «un Paese grande come è grande oggi il nostro», cioè «un’Italia tornata Impero», meritasse «ben altra letteratura» (il 9 maggio dell’anno precedente Vittorio Emanuele III era stato ufficialmente nominato “imperatore d’Etiopia”).

Bruno Munari (Milano, 1907-1998) aveva iniziato a collaborare con l’“Almanacco Letterario” della Bompiani nel 1930, intensificando anno dopo anno i suoi contributi al periodico il cui principale obiettivo, oltre a quello di presentare un’immagine moderna dell’azienda, era la diffusione presso un pubblico specializzato di temi artistici e letterari contemporanei.

Per l’“Almanacco antiLetterario” del 1937, il grande designer milanese curò il montaggio fotografico dell’inserto intitolato “Udite! Udite!”, composto da didascalie tratte da frasi di Mussolini inserite dentro pagine bucate “a cannocchiale” e puntate sul volto del Duce, così che non si perdesse mai di vista durante la lettura il “fiero” profilo dell’oratore.

Munari spiegò come in quella trovata grafica vi fosse una velata ironia: la retorica del discorso mussoliniano veniva per lo meno depotenziata, se non implicitamente irrisa, da quel contesto grafico.

Un espediente astutamente “anti”.

June 11, 2014