L’Acquedotto Carolino e la scommessa di Luigi Vanvitelli

Caserta, Acquedotto Carlino, Ponti della Valle, Valle di Maddaloni

Nel 1762 l’Acquedotto Carolino – che si snoda in Campania per 38 chilometri, da Bucciano, in provincia di Benevento, fino a Caserta – non era ancora del tutto terminato. Ma in quell’anno si inaugurava la lunga tratta, sostanzialmente definitiva, comprendente i cosiddetti “Ponti della Valle”, capolavoro ingegneristico di Luigi Vanvitelli (1700-1773) che unisce il monte Longano col monte Garzano.

Il 7 maggio il grande architetto napoletano era in uno stato di grave apprensione: stava aspettando con ansia l’arrivo dell’acqua all’imbocco del traforo del monte Garzano. Accanto a lui c’erano vari notabili. Ma c’era, soprattutto, il re di Napoli e di Sicilia Ferdinando IV.

Di fronte ai loro occhi si stagliavano i 529 metri di quello che allora era il ponte più lungo d’Europa: l’imponente struttura progettata da Vanvitelli – che ancora oggi, come si vede nelle immagini, torreggia nella valle di Maddaloni raggiungendo un’altezza massima di quasi 56 metri – rappresentava l’ultima fatica dell’acqua nel suo lungo viaggio.

Un viaggio, ma anche una scommessa: quella di Vanvitelli e dei suoi collaboratori, che avevano calcolato per il lungo percorso una pendenza media di soltanto mezzo millimetro per metro di tragitto.

Ma l’acqua, che di lì in avanti sarebbe stata incanalata e condotta a irrigare e alimentare la magnifica Reggia di Caserta e il bellissimo complesso di San Leucio, era in ritardo. Il Vanvitelli fremeva. Il re osservava incuriosito.

Alla fine, il gorgoglio, e poi lo scroscio. La straordinaria scommessa era vinta.

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February 23, 2015

L’Acquedotto Carolino e la scommessa di Luigi Vanvitelli

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