L’Abbazia di Casamari: il gotico che torna in Italia

Abbazia cistercense di Casamari, Veroli, Frosinone - Cistercian abbey of Casamari

Ecco l’Abbazia cistercense di Casamari, nel comune di Veroli, in provincia di Frosinone.

Lasciamoci introdurre nella gotica bellezza di questo antico monastero da alcuni brani di un articolo pubblicato nell’ottobre del 1949 su “Le Vie d’Italia”, la prestigiosa rivista del Touring Club Italiano.

«A lato della strada che ora si acqueta della discesa e rimpiana, alla diritta, una serie di begli archi romani, avanzi di un antico acquedotto, a quando a quando, dalle luci, ti mostrano il complesso vario vasto imponente degli edifici abbaziali».

«Svolti finalmente e passi al di sotto della penultima arcata; e ecco, di fronte, il primo fabbricato della Badia. Ridono di un bel candido riso le bifore di marmo su dalla loggia della foresteria; contempli e un senso di commossa ammirazione ti sale dall’animo. Prosegui. Sotto le volte dell’atrio risuona il passo sulla pietra dura del pavimento, e la meraviglia succede all’ammirazione ora che, oltrepassata la soglia del grande arco a tutto sesto, ti approssimi a varcare quella di uscita. Solenne è la linea che involge di sé quest’arte e, vogliosa di spazi, di solidità, di eleganza, muove come un giovane atleta pieno dì forza e di salute».

«Con l’abbazia di Fossanova, edificata per prima, e quella di San Galgano presso Siena, costruita in seguito, giunse a noi dalle terre di Borgogna e di Provenza questa maniera particolare di costruire alla gotica? È quanto afferma lo storico francese Camillo Enlart in un’opera rimasta famosa, ancor oggi non priva di suggestioni».

«Al termine di una lunga scalinata, sul ripiano di un colle, ritta, chiara, vedo la faccia della chiesa: col suo portico esterno che si slarga per una sequenza di tre archi, con la rosa e due monofore che lo sormontano, col suo bel portale in mezzo a due porte minori, archiacute, modellato e fregiato su pietra dal tenue colore di ocra rossa […]».

«Penso che se le abbazie di Fossanova, Casamari e San Galgano segnano l’introduzione dell’arte gotica in Italia, concluso il dodicesimo secolo e a opera dei monaci cistercensi e dell’ordine di Cîteaux, si può parlare di ritorno, di restituzione, e ricordare che Borgogna e Provenza, prossime alla Lombardia e al Piemonte, ebbero dagli artefici italiani i caratteri lombardi alla propria architettura».

«Cominciata nel 1187, l’abbazia di Fossanova viene consacrata l’anno 1208, l’8 giugno; quella di Casamari, come ci dicono i cronisti, nove anni dopo, nel 1217; al 1218 risale la costruzione di San Galgano».

«Sono date degne di nota nella storia dell’arte italiana, memorabile trentennio in cui, compendiati gli antecedenti elementi architettonici, Lazio e Toscana, Abruzzi, Puglie e Sicilia si disseminano dei germi e dei fiori di quella linea gotico-borgognona, monastica nell’insieme ma già pervasa di spiriti laici, francese nelle origini ma filiazione lombarda e rifatta in Italia, antecedente e a sua volta consanguinea di “quel gotico nuovo, fiorito in miglior clima, tra genti colte; più sereno, più bello, religioso e pur sano”, secondo l’esatta espressione di Ippolito Taine» (L. Alonzi, “Ritorno a Casamari, in “Le Vie d’Italia”, n. 10, ottobre 1949)».

©www.atlantedellarteitaliana.it, ©tanovas, ©Giovanni Vastano, ©Franco Carnevale

February 18, 2016

L’Abbazia di Casamari: il gotico che torna in Italia

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