La Torre Rossa di Asti: da prigione a campanile

Torre Rossa di Asti  - Asti's Red Tower

Una tradizione popolare racconta che nella Torre Rossa di Astiuno dei più antichi monumenti della città piemontese – fu imprigionato san Secondo, un nobile dapprima ascritto alla locale milizia romana, e successivamente, nel 119 d.C., martirizzato in seguito alla sua conversione al cristianesimo.

Infatti, alla base della magnifica Torre astigiana – chiamata anche Torre romana, Torre di San Secondo e Torre di Santa Caterina –, al tempo dell’imperatore Adriano era stata ricavata una prigione. La parte inferiore dell’attuale edificio è per l’appunto la più antica, mentre quella superiore risale all’XI secolo d.C.

Il racconto spiega che negli angusti spazi delle fondamenta della struttura si trovava rinchiuso Calogero, militare romano in attesa dell’esecuzione capitale cui era stato condannato per la sua fede cristiana. Secondo lo andò a trovare, per portargli l’Eucarestia, probabilmente immaginando il rischio che correva. E infatti, in seguito a quell’incontro, dopo aver anch’egli trascorso alcuni giorni nella stessa stessa prigione del suo amico Calogero, subì la decapitazione “in odium fidei” nei pressi delle mura urbiche.

Nei secoli successivi, la Torre Rossa – che all’origine era probabilmente una delle due torri della porta d’ingresso delle mura cittadine – fu trasformata in un campanile: prima di una chiesa, oggi scomparsa, intitolata appunto a san Secondo, patrono della città; poi, a partire dal XVIII secolo, dell’attuale chiesa di santa Caterina d’Alessandria.

Photos via: ©walter riccio, ©HEN-Magonza

November 16, 2016

La Torre Rossa di Asti: da prigione a campanile

Asti
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