La Scarabeo di Wandré, la chitarra che suona in italiano

La Davoli Scarabeo è la creazione di un artista geniale e dimenticato dai più: Antonio Pioli, in arte Wandré (1926-2004). Il bizzarro soprannome pare derivi dall’intimazione che il padre – Roberto, artigiano e liutaio – gli rivolgeva quando, da bambino, metteva le mani nel suo lavoro: «Va’ ’ndré!», «Va’ indietro!».

Se il piccolo Antonio lì per lì assecondava l’ordine paterno, poi, nel tempo, al contrario, avrebbe trasgredito completamente quell’ingiunzione perentoria. E sarebbe diventato anche lui artigiano. E liutaio.

Nella sua Cavriago, in provincia di Reggio Emilia, produsse chitarre dalla metà degli anni Cinquanta agli anni Settanta. Circa vent’anni di invenzioni e innovazioni che avrebbero anticipato le evoluzioni tecniche e di design del principe degli strumenti rock.

Wandré, per esempio, costruì – con le aziende Davoli e Meazzi – quasi sessantamila strumenti con il manico di alluminio. Come la Cobra, prodotta dalla Davoli in due modelli (Cobra I e Cobra II) tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta, che aveva un suono limpido, ricercatissimo dai musicisti heavy metal di alcuni decenni dopo.

La Scarabeo – così chiamata per la somiglianza con la forma del coleottero – fu realizzata all’inizio degli anni Sessanta sempre per l’azienda Davoli. Tastiera in palissandro, corpo in apparenza doppio (l’elemento superiore, più piccolo, sembra un apriscatole), paletta molto grande, pick up humbucker tipico dei prodotti Davoli, questo è un manufatto straordinario. Uno dei modelli più fantasiosi di questo artista italiano conosciuto e stimato più all’estero che in patria.

Sarebbe ora che anche in Italia si approfondissero le ricerche sulla sua storia e sulle sue creazioni.

Photos via:
www.fetishguitars.com

January 15, 2014