La Riserva Diaccia e l’ingegnere gesuita

Nel Settecento, pochissimi furono gli Stati italiani che non chiesero a Leonardo Ximenes «consigli intorno a questioni idrometriche. A lui il Granduca di Toscana commissionò la riduzione delle paludi senesi. I veneziani lo interrogarono sulla regolamentazione del fiume Brenta. A lui si raccomandarono i lucchesi desiderosi di sottrarre le proprie terre alle frequenti inondazioni del lago di Bientina. Non lo dimenticarono i genovesi…, vollero udirlo i Romani Pontefici…».

Queste parole d’encomio, tratte da un libello del XVIII secolo, sono dedicate a un grande astronomo, ingegnere idraulico e geografo siciliano, appunto Leonardo Ximenes (1716-1786), che nella seconda metà del Settecento si occupò della bonifica delle paludi grossetane.

La Riserva naturale Diaccia Botrona, tra Grosseto e Castiglion della Pescaia, è oggi un’area protetta che faceva parte di quelle paludi toscane al cui prosciugamento lavorò lo scienziato di Trapani: l’antico bacino lacustre, il lago Preglio, è diventato una «zona umida di valore internazionale» in cui sverna un grandissimo numero di uccelli acquatici.

Nella Riserva Diaccia campeggia un edificio rosso, “Casa Ximenes”, fatto costruire dall’ingegnere, attualmente sede del Centro Visite a servizio della Riserva.

Ximenes era un religioso della Compagnia di Gesù. Senz’altro, vista la sua instancabile attività, gli sarà stato caro il motto attribuito al fondatore dei Gesuiti, sant’Ignazio di Loyola: «Prega come se tutto dipendesse da Dio e lavora come se tutto dipendesse da te».

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April 14, 2014

La Riserva Diaccia e l’ingegnere gesuita

Castiglione della Pescaia (Gr)