La Madonna di Costantinopoli, patrona di Papasidero

Santuario della Madonna di Costantinopoli, a Papasidero, Cosenza - Sanctuary of Constantinople

La storia del Santuario della Madonna di Costantinopoli, a Papasidero, in provincia di Cosenza, è legata al culto di un’antica icona realizzata nella capitale dell’Impero bizantino nel V secolo: Maria “odighitria” – in greco “Colei che conduce” – fu a quell’epoca eletta patrona della Nuova Roma, dove, secondo una più antica tradizione, ella sarebbe apparsa a più riprese in seguito alla sua Assunzione in cielo.

L’affetto popolare per questa immagine – che fa parte dell’iconografia tradizionalmente attribuita a san Luca Evangelista – si diffuse nel XVI secolo anche in Italia meridionale, alla fine di un’epidemia di peste che aveva flagellato Napoli nel 1528.

Secondo lo studioso Saverio Napolitano, non è da escludere che il santuario intitolato alla Madonna di Costantinopoli fosse in origine una spoglia chiesetta tardomedievale successivamente ristrutturata proprio in seguito alla cessazione di un contagio.

L’epidemia del 1656 che dimezzò gli abitanti del paese, spiega Napolitano, fece probabilmente utilizzare la piccola chiesa come lazzaretto grazie alla sua ubicazione fuori del perimetro urbano.

Ciò sembra potersi desumere da un documento nel quale si indica col nome di “Rognosa” – evidente allusione alla peste come “rogna” – il ponte medievale attraverso cui si raggiungeva l’originario luogo sacro.

La calamità del 1656 indusse inoltre i papasideresi a conferire alla Vergine di Costantinopoli, mediante un’assemblea popolare svoltasi il 20 maggio 1665, il patronato cittadino […]. Fu in conseguenza dell’elevazione della Madonna a patrona che il primitivo edificio, allora come oggi posto sulla riva del Lao, cominciò a essere ampliato.

Dal 1679 si istituì la festività di precetto nel primo martedì dopo Pentecoste e venne attuato un primo significativo intervento strutturale della fabbrica con una notevole elevazione del piano di navata rispetto al letto del fiume, cui seguirono, a definizione dell’odierna fisionomia con impianto a tre navate, altri rimaneggiamenti sul declinare del Settecento e nella prima parte dell’Ottocento (S. Napolitano, “La storia assente”, Rubbettino, Soveria Mannelli, 2003).

©maliasghetti, ©Angela@, ©Giuseppe Quattrone

March 2, 2016

La Madonna di Costantinopoli, patrona di Papasidero

Papasidero (Cs)