La lotta alla tubercolosi di Dudovich

Marcello Dudovich cartolina lotta alla tubercolosi

La tubercolosi, l’antica malattia batterica che nei secoli ha fatto strage di generazioni, aveva varie carte d’identità – consunzione, tisi, malattia del petto, morbo bianco, mal sottile – e ha ancora oggi diverse specializzazioni, occupandosi di logorare non solo il polmone, ma anche pleura, ossa, peritoneo, organi viscerali pelvici, sistema nervoso….

Il tragico palmarès del «chiuso morbo» (così Leopardi nella lirica “A Silvia”) registra nomi di personaggi importanti. Ne furono affetti, per esempio, Spinoza, Mozart, Chopin, Cecov, Schiller, Molière, Gauguin, Watteau. E anche la principessa Sissi.

E fu al centro di celebri opere letterarie – per esempio “La signora delle camelie” di Dumas figlio – e liriche – basti ricordare la “Traviata” di Verdi e la “Bohème” di Puccini, con le eroine-vittime Mimì e Violetta.

Un morbo misterioso scovato per la prima volta dal tedesco Robert Koch, che nel 1882 isolò il “Mycobacterium tubercolosis”.

All’inizio degli anni Venti del secolo scorso, poco prima della Marcia su Roma del 1922, fu creata in Italia la Federazione Nazionale per la Lotta contro la Tubercolosi, che dal 1929 aggiunse l’inevitabile aggettivo “Fascista” alla denominazione.

La Federazione, tra le altre cose, si occupava anche di sensibilizzare la popolazione sulla conduzione di una vita igienicamente sicura e sulle proprie attività di ricerca e cura.

Stampò e diffuse sul territorio nazionale bollettini e manifesti. E anche cartoline, come queste, illustrate negli anni Trenta da Marcello Dudovich e appartenenti a una serie intitolata “La Messaggera della Salute”, per le edizioni d’arte “Il Fauno”, di Roma.

Una lotta a colpi di pennello.

July 17, 2014