LA FORNACE CURTI, IL FUOCO E L’ARTE

Nella Fornace Curti si lavora con il fuoco da più di sei secoli.

Fu infatti all’inizio del XV secolo che a Giosuè Curti venne commissionata la fabbricazione di formelle e mattoni per il cantiere dell’Ospedale Maggiore voluto da Bianca Maria Visconti, moglie di Francesco Sforza, duca di Milano. E gli autori di quei pezzi pregiati erano Cristoforo e Guiniforte Solari, architetti e scultori svizzero-italiani al centro del grande progetto di rinnovamento cittadino promosso dal duca toscano (era nato a San Miniato) che seppe diffondere in Lombardia il gusto rinascimentale d’ispirazione fiorentina.

Seicento anni dopo, la Fornace Curti è ancora attiva a Milano. Ha cambiato quattro volte sede, ma non ha mai smesso di lavorare col fuoco e con l’argilla.

I “fornaciai” di Porta Ticinese hanno portato il resistentissimo cotto lombardo – creato con procedimenti antichi dalla lavorazione di argille padane – in svariati templi d’arte, come l’abbazia di Morimondo, la chiesa di Santa Maria delle Grazie, l’abbazia di Chiaravalle, il duomo di Monza.

E l’arte non si è mai allontanata dalle botteghe dei Curti, visto che attualmente sono circa una ventina gli atelier ospitati nella Fornace.

Qui fra artigianato e creatività c’è un’alleanza indistruttibile. Come il cotto rosso che ogni giorno sgorga da questa fucina di bellezza.

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December 16, 2013

LA FORNACE CURTI, IL FUOCO E L’ARTE

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