La bellezza “sospesa” dell’arte di Massimo Colonna

Di Barbara Palladino

Lui è italianissimo, classe 1986, di Scandiano, in provincia di Reggio Emilia. Le sue immagini, però, parlano di un universo che potrebbe essere qui o “altrove”, in cui tutto è sospeso, immobile, in un’atmosfera di rarefatta ed eterna bellezza. Massimo Colonna crea opere poetiche, semplici nelle linee e nella composizione, ma dall’estetica talmente impeccabile che si resta immobili a guardarle, cercando di carpire il segreto della calma che infondono.

Appassionato della fotografia sin da bambino, l’artista si interessa alle nuove tecnologie e ai rendering 3D, con i quali riesce a comporre paesaggi surreali e architetture di fantasia.

Tra le sue serie più famose, “Apathy”, che racconta vie e città italiane e l’indifferenza di scene ordinarie e asettiche, ma anche “Ambiguous”, con ambientazioni minimali, il sole che taglia l’inquadratura ed elementi la cui presenza inizia e finisce allo stesso tempo, come le due parti di una statua, che attraversa il luogo senza davvero “esserci”. Ma è in “(Non) Gravità” che l’artista raggiunge il massimo dell’espressione poetica, con oggetti sospesi nel vuoto in istanti di pura eleganza: un sacchetto di plastica che fluttua nell’aria, due areoplani di carta che volano chissà dove e un palloncino sospeso. In un’epoca di caos, la perfezione rarefatta dei lavori di Massimo Colonna è rassicurante come i cieli azzurri delle sue opere: quasi sempre con poche nuvole.

Photos via:
https://massimocolonna.com/

January 13, 2020