SPAGHETTI ALLA CARBONARA, UN’INVENZIONE IN TEMPI DI GUERRA

Dopo lunghissimi mesi di spietata occupazione militare di Roma da parte dell’esercito della Germania nazista, in collaborazione con seguaci del caduto regime fascista, le truppe anglo-americane, vittoriose entrano in Roma, liberandola.

La città, dichiarata “aperta”, soccorsa dal pontefice Pio XII, colpita dalle bombe degli stessi liberatori, esulta e si riempie nelle vie e nelle piazze di caroselli automobilistici e folle plaudenti.

Seduti sulle jeep come divi di Hollywood i soldati americani (molti di origine italiana) attraversavano ali di folla, da cui saltavano al loro petto ragazze entusiaste e ridenti, coprendoli di baci e di fiori.

Poi, alla sera e nelle sere seguenti, i forti americani, con dollari e sigarette nelle tasche, sciamavano per i vicoli di una Roma di nuovo triste tranne che nelle modeste insegne di osterie e trattorie, dove sudaticci camerieri, con il tovagliolo bianco buttato su una spalla, li invitavano ad entrare.

I piatti della cucina romana, bucatini all’amatriciana rossa o gricia, fettuccine con le rigaglie, abbacchio con le patate, costolette scottadito e fritti di carciofi e di filetti di baccalà, saziarono l’appetito statunitense, ma nei soldati tanta novità gastronomica non sedimentò nuovi gusti, finché qualcuno si domandò come legare a sé i nuovi clienti e… pensa che ti ripensa, a qualcuno venne l’idea, la più ovvia e logica: quella di condire la pasta più tipica degli italiani, gli spaghetti, con i due ingredienti più classici della prima colazione americana: pancetta e uova.

Nasceva così quel piatto, cui bisognava dare un nome, che garantisse una sua storia più antica, una memoria di tradizione popolare.

Non bisognava che il nostro ristoratore si sforzasse più di tanto, bastava tenere a mente come fossero alimentate quasi tutte le cucine delle case popolari e delle borgate e quelle dei contadini, a legna e a carbone.

La Carbonara! Ecco il nome fatale, quello che prometteva un piatto da tempo immemorabile radicato nella cucina più tipica.

Bastò una notte sotto il cielo di Roma e la Carbonara trionfò!

Ed ecco la ricetta: rosolare la pancetta con il burro e un po’ di cipolla, un’aggiunta di vino bianco e, a parte, uova battute con pecorino (poi sostituito dal più dolce parmigiano) e pepe, con cui si condiscono gli spaghetti, facendoli saltare in padella;  infine, al momento di servire, condire il tutto con la pancetta.

La ricetta, non sempre fedelmente rispettata, passò l’Oceano Atlantico e conquistò New York e San Francisco, il Montana ed il Texas, e ancora oggi dovunque negli Usa Roma è “spaghetti alla carbonara”, tanto che gli stessi italiani hanno finito per credere alla favola dell’antico piatto dei carbonari, anche se, nonostante i dovuti aggiornamenti storici, ne rivendicano l’invenzione alcuni ristoratori romani e altri di Romagna.

Alberto Manodori Sagredo

 

Photos via:
http://www.gorgelous.com

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Roma

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