Le Madonnelle romane (parte III)

Questa è la terza puntata del servizio del professor Alberto Manodori Sagredo sulle Madonnelle di Roma.

Vicolo di Febo

È questa un’edicola diversa, per l’iconografia, dalle altre. Infatti il dipinto, protetto da un vetro, mostra il giovinetto Gesù tra la madre Maria Santissima e il padre putativo san Giuseppe. Si tratta quindi della rappresentazione della Sacra Famiglia.

L’immagine è contenuta in un bell’ovale ornato da un nastro svolazzante, come fosse questo a tenerla appesa al muro, ed è protetta da un baldacchino a pagoda con frange nappate.

La Sacra Famiglia è sempre stata presente nel culto e nella devozione cristiana e cattolica e le opere d’arte che l’hanno raffigurata sono molteplici e di artisti grandi e minori, ma è nel XIX secolo che questa icona subisce una più attenta diffusione.

Sono gli anni dell’apparizione di Lourdes e della fine dello Stato della Chiesa e delle tante congregazioni maschili e femminili fondate nel nome della Sacra Famiglia. Allora è tempo che l’immagine della Sacra Famiglia, viva esortazione ai sentimenti che uniscono le famiglie, appaia anche sulle strade, accanto alle Madonnelle più antiche.

Infatti la pittura di questa edicola di vicolo del Febo, angolo via dei Coronari, è del XIX secolo. Sarà poi papa Leone XIII che nel 1895 fisserà la celebrazione della festa della Sacra Famiglia alla terza domenica dopo l’Epifania. Papa Benedetto XV la estenderà poi a tutta la Chiesa nel 1921, portandola alla domenica compresa nell’ottava di Epifania, mentre papa Giovanni XXIII la collocherà alla prima domenica dopo l’Epifania. Oggi è celebrata nella domenica dopo il Santo Natale o il 30 di dicembre, se il Natale cade di domenica.

Via dei Coronari n. 126

La piccola edicola di via dei Coronari all’altezza del numero civico 126 appare modesta, come protetta dalla lampada che gli sta dinnanzi. È anch’essa un’immagine della Madonna della Pietà, con la testa reclinata verso destra e gli occhi socchiusi nella sofferta partecipazione alle disgrazie umane. La pittura p del XVIII secolo. Ma quello che attrae lo sguardo è la bella collana di perle che un devoto, nel tempo andato, le ha posto al collo, come alla “Regina Coeli et Angelorum”.

Anche altre immagini della Madonna sono ornate da monili e gioielli, d’oro e di corallo, che la devozione popolare offriva alla Vergine Santissima per invocare una grazia o sciogliere il voto fatto a grazia ricevuta. Insomma, se le Madonnelle sono una segno visibile della pietà popolare per le strade e le piazze di Roma, quelle ingioiellate lo sono ancor più…

 

Piazza Lancellotti

Agli angoli di palazzo Lancellotti, che s’affaccia sulla piazza omonima, stanno due edicole, lavoro in stucco di abili artigiani barocchi che hanno dato volume a nuvole da cui escono raggi di luce divina.

Sulle nuvole volano angeli, ma due, in particolare, uno per ciascuna edicola, le stanno vicino reggendola per il nastro con cui sarà fissata al muro. Gli angeli hanno portato le icone incorniciate giù dal cielo, in un coro di cherubini e di luce che apre le nuvole.

D’altronde, nella devozione popolare, gli angeli erano sempre presenti, sia nelle preghiere quotidiane sia in tanti nomi e cognomi d’Italia.

Il palazzo fu eretto, nel XVII secolo, dai principi Lancellotti.

L’immagine della Madonna è quella detta dell’Addolorata, in preghiera a mani giunte, lo sguardo volto al cielo, analoga a quella dei Sette Dolori, anche se qui mancano le spade confitte nel cuore.

L’altra edicola contiene il Santo Volto del Redentore, opera della bottega del pittore tedesco Anton Raphael Mengs nato ad Aussig nel 1728 e morto a Roma nel 1779, ritenuto da Winckelmann «il maggior artista del suo tempo». Di formazione neoclassica dà vita artistica a modelli eredi dell’arte classica, scrivendo anche un testo di successo intitolato “Sulla bellezza e sul gusto in pittura”.

Nella Pinacoteca di Bologna resta un bellissimo suo ritratto di papa Clemente XIII.

Il volto di Cristo, nell’ovale portato dall’angelo, è chiaramente ispirato a quello di Volto Santo di Manoppello, ammorbidito nella forma e nei toni, ma con simile intenso sguardo e con parte del busto scoperto, come a ricordare quel costato che fu trapassato dalla lancia.

Così Il Redentore in un’edicola e la Madonna Addolorata dall’altra dialogano silenziosamente e a breve distanza. La Vergine Santa prega per sopportare il dolore della Passione del Figlio e Cristo appare sereno e sicuro, radioso, con l’estremità di tre raggi dietro la testa, a simbolo della Santissima Trinità.

Photos via:
http://www.flickr.com/photos/dealvariis/10591406095
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Le Madonnelle romane (parte III)

Roma
Vicolo di Febo, Via dei Coronari, Piazza Lancellotti

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