Le “Bizzarrie” di Bracelli: lasciatemi divertire!

Giovanni Battista Bracelli è considerato un misterioso precursore. Un incisore visionario che in un certo senso anticipò di tre secoli le novecentesche intuizioni del Dadaismo e del Surrealismo.

Ci si interroga ancora su quali siano state le principali fonti d’ispirazione che fornirono all’artista fiorentino lo spunto per realizzare le sue acqueforti, pubblicate a Livorno nel 1624 nel volume “Bizarie di varie figure”.

C’è chi ipotizza, tra le possibili suggestioni, i disegni di Villard De Honnecourt (XIII secolo) e di Erhard Schön (XVI secolo).  Ma anche le grottesche “Teste composte” di Arcimboldo o le composizioni “cubiste” di Luca Cambiaso.

Le figure antropomorfe costituite da elementi geometrici e fantastici, mostrano, più che un desiderio di ricerca sperimentale, un ironico gusto per la caricatura e un animo beffardo: erano questi probabilmente gli elementi che stimolavano la divertita creatività del pittore.

Ed è divertente anche per lo spettatore contemporaneo assistere a questa sfilata di strambi e snodati fantocci, alcuni dei quali ricordano per certi versi i “manichini” di De Chirico o alcune invenzioni di Dalí.

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