La Villa di Massenzio e il sogno del potere

Tra il secondo e il terzo miglio della via Appia, a Roma, c’è la villa di un uomo passato alla storia come un “usurpatore” sconfitto: Massenzio, “augusto autoproclamato” in quello scorcio della tarda antichità dell’Impero in cui si avviava al fallimento un vecchio mondo, già da tempo scardinato nei suoi presupposti (Santo Mazzarino, “L’impero romano”, vol. II, Laterza, Roma-Bari 2010).

Marco Aurelio Valerio Massenzio (278-312) fu uno dei protagonisti della lotta di potere che, al principio del IV secolo d.C., diede inizio alla dissoluzione dell’ordinamento tetrarchico voluto da Diocleziano (244-313), il quale aveva da pochi anni suddiviso l’Impero in quattro parti – assegnando il governo di ognuna di esse rispettivamente a due “cesari” e due “augusti” – per contenere le sempre più intense rivolte nelle lontane periferie sottomesse a Roma.

Naturalmente, questa suddivisione rispecchiava le grandi difficoltà delle autorità romane nel tenere unito il vastissimo territorio dell’Impero, e rappresentava il sintomo iniziale della sua futura disgregazione.

In quegli anni si consumò una vera e propria guerra civile che ebbe una parziale risoluzione con la battaglia di Ponte Milvio, nel 312: il 23 ottobre di quell’anno Massenzio, che nel 308 si era fatto proclamare dai suoi pretoriani “princeps” d’Italia, d’Africa e di parte della Spagna, fu definitivamente sconfitto da Costantino, il quale divenne imperatore unico della “pars occidentis” dell’Impero.

Nel periodo in cui aveva governato l’Urbe, tra il 308 e il 312, Massenzio aveva avviato una consistente attività edilizia per “rilanciare” la centralità di Roma e riportarne in auge, almeno esteticamente, il glorioso passato: oltre a costruire la Basilica che porta il suo nome, aveva riedificato il Tempio di Venere, ampliato la Via Sacra e restaurato le Mura Aureliane.

E si era concesso una magnifica Villa “fuori porta”, tra il secondo e il terzo miglio della “Regina viarum”, per l’appunto.

Su un’area appartenuta nella tarda età repubblicana alla “gens Annia”, e sulla quale nel II secolo d.C. il letterato e politico ateniese Erode Attico aveva edificato il proprio “Pago Triopio”, Massenzio costruì un palazzo monumentale, un circo per i “ludi” – abilitato a ospitare un pubblico di circa diecimila persone – e un mausoleo a pianta circolare per il figlio Valerio Romolo, morto adolescente.

Ecco quanto rimane di quel maestoso complesso residenziale. Tracce di un grande ma ormai non più realizzabile sogno di potere.

Villa di Massenzio, Via Appia, RomaVilla di Massenzio, Via Appia, RomaVilla di Massenzio, Via Appia, RomaVilla di Massenzio, Via Appia, RomaVilla di Massenzio, Via Appia, RomaVilla di Massenzio, Via Appia, Roma

La Villa di Massenzio e il sogno del potere

Roma
Via Appia Antica, 153
+39 06 0608

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