LA RADIO BALILLA, VOCI DAL PASSATO

La Radio Balilla – apparecchio “autarchico”, prodotto esclusivamente con materiali italiani e tutti assemblati in Italia – doveva servire a diffondere le parole del regime fascista presso il maggior numero possibile di persone. Costava poco: 430 lire (grosso modo un decimo del prezzo medio di una radio di lusso), pagabili in diciotto rate.

Trasmetteva – attraverso il broadcasting dell’Eiar, Ente italiano per le audizioni radiofoniche – soprattutto programmi educativi, per grandi e bambini, radiogiornali quotidiani (circa cinque al giorno) e i discorsi di Mussolini in diretta. Ma anche musica leggera e classica, radiocronache degli incontri calcistici, programmi di intrattenimento (tra i quali è rimasto famoso “I Quattro Moschettieri”, parodia radiofonica di voci narranti, dialoghi e canzoni originali che andò in onda dal 1934 e il 1937). Pochissima la pubblicità.

Gli apparecchi Radio Balilla – ricevitore con circuito Reflex a 3 valvole, buono per le emittenti locali e inservibile per quelle estere: e al regime andava bene così, ça va sans dire – erano realizzati dalle aziende più in vista dell’epoca, come Cge, Radio Marelli, Telefunken, Magnadyne, Allocchio Bacchini.

Una scatola di suoni del passato.

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