La Fondazione Barbanera 1762 e le previsioni di d’Annunzio

L’archivio storico della Fondazione Barbanera 1762 – con sede a Spello, in provincia di Perugia – conserva tra gli altri numerosi documenti una lettera autografa che Gabriele d’Annunzio inviò a un suo amico: La gente comune pensa che al mio capezzale io abbia l’“Odissea” o l’“Iliade” (v’è più profonda poesia nell’“Odissea” che nell’“Iliade”), o la Bibbia, o Virgilio, o Flacco, o Dante, o l’“Alcyone” di Gabriele d’Annunzio. Il libro del mio capezzale è quello ove s’aduna “il fiore dei tempi e la saggezza delle Nazioni”: il “Barbanera”.

Il Vate pescarese consultava con assiduità “il Barbanera”, l’eponimo degli almanacchi e dei lunari italiani, per interpretare a suo modo, ebbe a spiegare il figlio Mario, quei segni stellari che l’astronomo degli Appennini sembra scrutare col suo cannocchiale, così com’è raffigurato sul frontespizio.

D’Annunzio morì il primo marzo 1938, e nel suo “Barbanera” di quell’anno aveva sottolineato in rosso la previsione della “morte di una personalità” durante la lunazione di fine febbraio…

Intellettuali e contadini (il desiderio di conoscere il futuro è comune a tutti i ceti sociali) si sono dedicati con perseveranza alla compulsazione di questa antica pubblicazione – stampata per la prima volta intorno alla metà del XVIII secolo a Foligno –, nella quale, oltre al calendario, trovavano tavole astronomiche, previsioni meteorologiche e, soprattutto, pronostici sugli eventi notevoli dell’anno in corso.

“Il Barbanera” ha scatenato gli entusiasmi – e anche le manie – di intere generazioni di italiani, tanto da meritarsi un gustosissimo racconto dello scrittore Luigi Capuana. Al protagonista della novella, un possidente siciliano un po’ sempliciotto, il lunario arrivava ordinariamente verso i primi di novembre, ed egli stava in ansiosa aspettativa fino ai primi mesi dell’anno nuovo, rileggendo, di tratto in tratto, le terribili pagine che annunziavano tutti i guai dell’annata, mese per mese, e che, secondo lui, non mancavano mai di avverarsi. La sua fede nell’astrologo disegnato sul frontespizio era straordinaria (L. Capuana, “L’ingenuità di don Rocco”).

Feliciano Campi, attuale editore unico dell’“Almanacco Barbanera”, ha creato la Fondazione Barbanera 1762 per valorizzare con attività di ricerca, espositive ed editoriali, la lunga storia del Barbanera e la grande tradizione almanacchistica europea, che ha nel lunario folignate il più autorevole erede e continuatore.

Si può prevedere una visita da queste parti.

Photos via:
http://www.piermarioruggeri.com/barbanera-2/

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La Fondazione Barbanera 1762 e le previsioni di d’Annunzio

Fondazione Barbanera 1762 Spello (Pg)
Via San Giuseppe, 1
+39 0742 391177

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