Cappella Sansevero: arte tra leggende e simboli esoterici

Di Barbara Palladino

La Cappella Sansevero, detta anche chiesa di Santa Maria della Pietà o Pietatella, si trova tra i vicoli del centro di Napoli, non lontano dalla Piazza San Domenico Maggiore. Si tratta di uno dei luoghi più affascinanti della città, diventata celebre per le splendide opere d’arte, i numerosi simboli esoterici e i riferimenti massonici che da centinaia di anni continuano a richiamare curiosi e appassionati.

Sulle origini della Cappella esistono da tempo diverse leggende. Si racconta che nel 1590 un innocente che stava per essere arrestato, passando di fronte al palazzo dei Di Sangro, vide crollare un muro e apparire un’immagine della Madonna, alla quale chiese la grazia della scarcerazione in cambio di una lampada d’argento e un’iscrizione. L’uomo venne in seguito riconosciuto estraneo ai fatti e il luogo divenne simbolo religioso e meta di culto e pellegrinaggi. Ma fu anche Giovan Francesco di Sangro, all’epoca ammalato, a chiedere ed ottenere una grazia e a far in seguito costruire una cappella votiva. Suo figlio, Alessandro di Sangro patriarca di Alessandria, diede vita ad un tempio che doveva svolgere funzione di monumento funerario per i discendenti e di quell’impianto originario restò lo scheletro che il Principe di Sansevero, Raimondo di Sangro trasformò infine nella meraviglia artistica giunta fino ai nostri giorni.
Fu lui, illustre alchimista e primo Gran Maestro della Massoneria napoletana, a introdurre nella cappella numerosi simboli esoterici, trasformandola in uno specchio della propria personalità poliedrica e artistica.

Qui è tuttora conservato uno dei capolavori della scultura mondiale, il “Cristo Velato”. Realizzata dall’artista napoletano Giuseppe Sanmartino essa rappresenta il corpo di un Cristo morente a grandezza naturale, coperto da un sudario drappeggiato e sottile come un velo. Quest’ultimo, sebbene sia realizzato in marmo, è di tale elevata fattura che si diffuse la leggenda che vede lo stesso Raimondo di Sangro come inventore di uno speciale liquido che trasformava la stoffa in roccia. Persino Canova, ammirando la scultura, dichiarò che avrebbe rinunciato a dieci anni della propria vita pur di possederla.

La volta della Cappella è decorata da un mirabile affresco conosciuto come Gloria del Paradiso o Paradiso dei di Sangro, realizzato da Francesco Maria Russo nel 1749 e ricco di simboli esoterici. I particolari colori hanno resistito nei secoli al passare del tempo, tanto da far pensare che fossero stati composti con ingredienti particolari e creati dallo stesso Raimondo, in modo da conferirgli durata eterna.
Anche le altre sculture che adornano gli ambienti richiamano il mistero e sono ricche di allegorie, a partire dalla “Statua del Disinganno”, realizzata da Francesco Queirolo e raffigurante il padre Antonio di Sangro, alla “Pudicizia velata”, dedicata alla madre, Cecilia Gaetani d’Aragona, morta a soli 23 anni.

Tra le altre incredibili attrattive della Cappella ci sono le “Macchine anatomiche”, scheletri di un uomo e di una donna realizzati attorno al 1763-64. Si narra che Raimondo di Sangro iniettò all’interno dei corpi una sostanza che trasformò in metallo il sistema arterioso e venoso, mostrandolo in tutto il suo realismo, incredibile per le conoscenze anatomiche dell’epoca. Altra meraviglia da ammirare è il “Pavimento labirintico”, realizzato in tarsie policrome marmoree all’interno delle quali si incastra una linea bianca continua e senza giunture. Un vero “labirinto” di cui il principe non vide mai la fine, in quanto la realizzazione fu talmente laboriosa da terminare solo dopo la sua morte.

Photos via:
https://www.10cose.it/napoli/cosa-vedere-cappella-san-severo-napoli
https://www.museosansevero.it/
https://viaggi.fidelityhouse.eu/cappella-sansevero-napoli-59137.html
https://universityequipe.com/se-vuoi-laurearti-non-visitare-cappella-sansevero

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Cappella Sansevero: arte tra leggende e simboli esoterici

Napoli
Via Francesco de Sanctis, 19/21

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