“Capodimonte’s Finest”, la tradizione della porcellana partenopea

I manufatti di “Capodimonte’s Finest” si inseriscono nella grande tradizione artigianale della porcellana partenopea, che risale al XVIII secolo.

Nel Settecento, infatti, nella zona di Napoli, l’antichissima produzione d’eccellenza di maiolica si spostò alla porcellana.

Grazie all’interesse dei re Borbone, spiega lo studioso Paolo Colombo, per primo Ferdinando poi Carlo e infine Ferdinando VI, Napoli diventò, assieme a Sèvres e Meissen, uno dei primi centri europei nei quali veniva appresa la complessa tecnica della porcellana. Dopo i tentativi di Ferdinando IV di avviare le manifatture di porcellana a Portici e poi a Napoli, per volontà di re Carlo fu fondata nel 1743 la Real Fabbrica di Capodimonte.

Le linee estetiche sviluppate nella Real Fabbrica, continua Colombo, fungono tutt’oggi da canone fondamentale per i produttori di porcellana di Capodimonte. Gli esempi dell’arte settecentesca sono custoditi nelle tre sedi museali locali: il Museo Nazionale di Capodimonte, il Museo Nazionale della Ceramica “Duca di Martina” e il Museo Nazionale di San Martino.

In base alle caratteristiche degli oggetti preservati in queste sedi è stato possibile definire lo stile, i modelli, le forme e i decori della “ceramica artistica e tradizionale di Capodimonte”, fondando, in altre parole, un brand tutelato che permette di valorizzare l’odierna produzione locale (P. Colombo, “La grande Europa dei mestieri d’arte”, Vita e Pensiero, Milano 2007).

Ed eccola, la tradizione di Capodimonte.

Photos via:
http://www.capodimonte-porcelain.com/it

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“Capodimonte’s Finest”, la tradizione della porcellana partenopea

Marano di Napoli (Na)
Corso Italia, 34/1

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