Antonio Stradivari: leggenda e mito del suono perfetto

Di Barbara Palladino

Il violino Stradivari è noto in tutti il mondo come lo strumento perfetto. Suonarlo è il sogno di ogni musicista e solo i migliori del mondo sono riusciti ad avere la straordinaria fortuna di avvicinarsi ad uno dei 450 esemplari ancora esistenti.
Il loro creatore era Antonio Stradivari, un liutao vissuto a Cremona tra il 1644 e il 1737. Ciò che lo rese famoso erano le particolari tecniche di lavorazione degli strumenti a cui dava vita (viole, violini, violoncelli, arpe e chitarre) ai quali applicava specifici trattamenti dei quali ancora oggi non si conoscono tutti i dettagli e che mai nessuno, dopo di lui, è riuscito a replicare.

Gli Stradivari devono la loro particolarità alla qualità costruttiva e al suono impeccabile. Oggi si stima che il celebre liutao abbia realizzato, durante la sua lunga carriera, durata fino ai 93 anni, circa 1116 strumenti, di cui 960 violini.
Negli anni sono emerse innumerevoli teorie sui segreti che questi preziosissimi oggetti da collezione potrebbero nascondere. Un gruppo di ricercatori dell’Università di Cambridge ha analizzato alcuni frammenti di un violoncello del 1711, concludendo che l’elemento determinante sta nella natura della vernice utilizzata, che derivava dalle ceneri vulcaniche della zona di Cremona. Secondo un’équipe di scienziati della Texas A&M University, College Station, invece, il mistero è concentrato nei cristalli minerali submicroscopici che rivestono gli strumenti. Ricercatori del M.I.T. di Boston hanno ipotizzato che il suono impeccabile ed unico degli Stradivari derivi dalla forma allungata delle aperture ad “f” poste sulla parte frontale del violino.
Ciò che è noto è che il liutaio utilizzava, per rinforzare la struttura del legno, una mistura di potassa, silice e carbone, che conferiva al materiale naturale una composizione vitrea e lo rendeva resistente. Studi successivi effettuati da ricercatori dell’Università nazionale di Taiwan e da Hwan-Ching Tai, pubblicati sui “Proceedings of the National Academy of Sciences”, hanno messo in luce tramite analisi spettroscopica che nel legno dei mitici Stradivari erano contenuti alluminio, calcio, rame, sodio, potassio e zinco.

Per costruire gli strumenti, Stradivari utilizzava abete rosso della Val di Fiemme per la tavola e acero dei Balcani per creare il fondo, il manico e le restanti parti. I ricercatori hanno potuto constatare come il legno delle piante cresciute tra il 1645 e il 1717 fosse particolarmente adatto a costruire strumenti, in quando l’abbassamento delle temperature e le precipitazioni atmosferiche avvenute in quel periodo storico avrebbero causato una minore attività foto-sintetica delle piante, conferendo robustezza e compattezza al legno, che risultava così privo di imperfezioni.
La leggenda narra anche che Stradivari facesse rotolare i tronchi e ne ascoltasse il suono e che il suo obiettivo fosse quello di ottenere, tramite ciò che creava, la stessa qualità acustica della voce umana.

Ciò che è certo è che dimostrazioni scientifiche e racconti della tradizione fanno comprendere quando fascino ci sia dietro a questi strumenti, oggi ricercatissimi e dal valore economico che raggiunge cifre stratosferiche. E’ il caso della viola “McDonald”, valutata 45 milioni di dollari e che deve il nome al suo primo acquirente, il barone omonimo, o il violino “Lady Blunt”, battuto all’asta nel 2011 per 15,9 milioni di dollari. O, ancora, del “Violoncello “Duport”, che prende il nome dal violoncellista Jean-Pierre Duport e che porta con sé un’ulteriore leggenda. Quando il suo proprietario, nel 1812, permise a Napoleone Bonaparte di suonarlo, lo strumento riportò un’ammaccatura di uno stivale dell’imperatore, che lo maneggiò maldestramente. Il suo prezzo si aggira attorno ai 20 milioni di dollari.

Photos via:
https://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Stradivari
https://www.avvenire.it/agora/pagine/svelato-il-segreto-degli-stradivari-vernice
http://www.artspecialday.com/9art/2015/12/18/antonio-stradivari-e-la-genialita-nel-costruire-musica/
https://tarisio.com/cozio-archive/cozio-carteggio/the-young-stradivari/

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