Il Teatro Farnese di Parma: un legame indissolubile con la musica

di Rino Alessi

Parma e la musica. Un binomio indissolubile lega la città emiliana non solo alla fama di specialità culinarie e a bellezze paesaggistiche rinomate nel mondo, ma anche all’arte dei suoni e alla reputazione che, ancor oggi, contribuisce a dare considerevole valore al giudizio espresso dal suo pubblico. È una reputazione che si venne a formare nei secoli XVI e XVII quando, capitale di un piccolo Stato e governata da principi ansiosi di dare sempre maggiore lustro e autorità alla propria casata, Parma offriva ai migliori musicisti italiani e stranieri sicuro e pieno riconoscimento.

La fama artistica di Parma e il suo legame con la musica comincia però con l’inizio della dominazione farnesiana e, in particolare, con il governo del secondo duca Farnese, Ottavio, che salì al trono nel 1547. Il movimento musicale che si creò attorno alla corte ducale si manifestava nella cattedrale, nella chiesa di Santa Maria della Steccata e, soprattutto, nel Teatro Farnese, che si aprì nel 1628.

Inaugurato con musiche di autori diversi e in particolare di Claudio Monteverdi, il gran Teatro Farnese fu durante il secolo XVII la sede preferita per i grandi spettacoli scenici. Fra il 1628 e il 1690 si aprì più volte a rappresentazioni drammatiche e coreografiche, ma la sua vastità e ricchezza impedirono che ne potesse essere sede permanente. Gli spettacoli, e quelli popolari in particolare, furono quindi dirottati in altre sedi e, dal 1688 al Teatro Ducale, costruito e poi demolito nel sito occupato attualmente dal Teatro Regio.

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Oggi il Teatro Farnese è tornato a essere un simbolo dell’eccellenza musicale “made in Italy” ed è inserito all’interno del percorso della prestigiosa Galleria Nazionale di Parma. Fatto costruire dal duca Ranuccio I, che intendeva celebrare con uno spettacolo teatrale la sosta a Parma del Granduca di Toscana, la realizzazione del Teatro Farnese fu affidata all’Argenta, ossia il celebre architetto Giovanni Battista Aleotti.

Fu edificato in un grande vano progettato come “Salone Antiquarium”, ma utilizzato per lo più come sala d’armi e sede di tornei al primo piano del Palazzo della Pilotta. Completato nell’autunno del 1618 il teatro rimase inutilizzato per quasi dieci anni per essere inaugurato in grande, il 21 dicembre del 1628, in occasione delle nozze del figlio del committente Ranuccio I, Odoardo, con la figlia di Cosimo de’ Medici.

Per rendere indimenticabile la cerimonia, il Teatro Farnese ospitò lo spettacolo “Mercurio e Marte” su testi dell’Achillini e con musiche di Monteverdi. La messinscena fu spettacolare e durante la serata fu addirittura allagata la cavea e inscenata una “naumachia”, ossia la rappresentazione spettacolare di un combattimento navale.

Per il progetto del Teatro Farnese l’Argenta s’ispirò all’Olimpico di Vicenza, costruito dal Palladio, e al Teatro all’Antica di Sabbioneta (Mantova), il cui progetto si deve all’architetto Vincenzo Scamozzi. La struttura, realizzata in legno d’abete rosso del Friuli, fu interamente ricoperta di stucco dipinto per simulare il marmo, materiali caratteristici delle architetture effimere, quale doveva essere, per l’appunto, il Teatro Farnese.

È ospitato in un ampio salone (87 metri di lunghezza, 32 di larghezza e 22 di altezza), la cui cavea è a forma di U ed è formata da 14 gradini che potevano contenere tremila spettatori circa: alla sommità della cavea, due ordini di serliane; il palcoscenico è lungo 40 metri, con un’apertura di 12 metri.

Attivo fino al 1732, il Teatro Farnese decadde inesorabilmente e fu quasi completamente distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale. Fu però ricostruito tra il 1956 e il 1960 sulla base dei disegni originali con il materiale recuperato, e divenne l’ingresso della Galleria Nazionale di Parma.

Solo di recente, dopo un’inattività durata quasi tre secoli, il teatro – grazie anche alla presenza sul territorio emiliano di Claudio Abbado – è ritornato a essere sede di concerti e rappresentazioni; il 12 giugno 2011 fu proprio il maestro milanese a capo della “sua” Orchestra Mozart a inaugurare, davanti a una platea di 1.500 spettatori, il gioiello ligneo della Galleria Nazionale. Fu un debutto che ebbe seguito e, in quello stesso anno, il Teatro Farnese fu inserito fra le sedi in cui si rappresentarono le opere in programma al Festival Verdi organizzato dalla Fondazione Teatro Regio di Parma. Il 6 ottobre vi fu eseguita la Messa di Requiem e il 10 ottobre 2011 il “Falstaff”. Di Verdi, naturalmente.

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June 10, 2014

Il Teatro Farnese di Parma: un legame indissolubile con la musica

Parma
Piazzale della Pilotta, 15
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+39 0521 233617