Il Passo dello Stelvio, ultima vittoria di Coppi

Il pensiero del Passo dello Stelvio toglie il sonno a Fausto Coppi. È il 1953, il Giro d’Italia è alla sua trentaseiesima edizione, e lo Stelvio – valico attraversato da una strada statale costituita da 84 tornanti che si snodano fra Lombardia e Trentino-Alto Adige – fa per la prima volta parte del tracciato della celebre corsa ciclistica a tappe. Un’ascesa durissima, 2.758 metri, la maggiore altitudine della storia del Giro. I corridori lo sanno.

E Coppi nella notte fra il 31 maggio e il 1˚ giugno non dorme, pensando alle difficoltà da superare per recuperare i due minuti di svantaggio nei confronti dell’avversario svizzero Hugo Koblet, in testa alla classifica. La tappa dello Stelvio – 125 chilometri, con partenza da Bolzano e arrivo a Bormio – è la penultima del Giro. Una tappa decisiva.

Al Campionissimo la notte consiglia di attaccare. Ed è il consiglio vincente per il trentaquattrenne atleta che, dopo uno scatto verso il Passo innevato, arriva solo al traguardo, staccando di più di tre minuti il rivale elvetico. È il lasciapassare per la conquista del Giro. Il quinto e ultimo della sua carriera.

Salendo e scendendo per queste curve si respira la stessa aria di quel 1˚ giugno 1953. Aria di bellezza e vittoria.

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February 11, 2014

Il Passo dello Stelvio, ultima vittoria di Coppi

Bormio (So)