Il Palazzo della Cuba di Palermo, medioevo arabo-normanno

 Palazzo della Cuba di Palermo

Attorno al Palazzo della Cuba di Palermo un tempo verdeggiava un favoloso giardino chiamato “Genoardo”, parola che arriva dall’arabo e il cui significato è “paradiso in terra”.

E il Palazzo della Cuba – qui l’etimologia è dubbia: dal latino “cupa” (botte) o all’arabo “qubba” (cupola) o “kubba” (deposito) –, fatto erigere alla fine del XII secolo dal sovrano normanno Ruggero II, stava immerso in un laghetto artificiale, circondato da giardini rigogliosi e splendidi padiglioni: si trattava del buen retiro nel quale i re della dinastia degli Altavilla, e anche i successori, andavano a riposarsi, tra agrumeti, fontane e musica. Anche la Zisa – il palazzo fatto costruire qualche anno dopo dal Figlio di Ruggero II, Guglielmo I detto “il Malo” – era a quel tempo ospitato nel Genoardo.

L’edificio turriforme è uno dei capolavori dell’architettura arabo-normanna, che sintetizza vari stili – romanico, bizantino, arabo – e testimonia della curiosità e dell’apertura intellettuale dei principi cristiani della corte normanna, pronti ad attingere a piene mani dalla cultura dei loro predecessori musulmani in terra siciliana.

Simbolica di tale atteggiamento più che tollerante è un’epigrafe, ritrovata nell’Ottocento, in caratteri cufici, caratteristici di uno stile calligrafico della lingua araba elaborato nella città irachena di Kufa. In essa si legge, tra l’altro: Vedrai l’egregia stanza del più illustre tra i sovrani di tutta la terra, Guglielmo II, re cristiano.

Un Medioevo pieno di sorprese.

©Iggi Falcon, ©For 91 Days, ©Alex Brey

November 26, 2015

Il Palazzo della Cuba di Palermo, medioevo arabo-normanno

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