Il Mercato del Carmine, a Genova: “evadere da sé” è facilissimo

Genova Mercato del Carmine

«Quando uno va a Genova», scriveva in una lettera Friedrich Nietzsche nel 1888, «è ogni volta come se fosse riuscito ad evadere da sé: la volontà si dilata, non si ha più coraggio di essere vili. Mai ho sentito l’animo traboccante di gratitudine, come durante questo mio pellegrinaggio attraverso Genova».

Proprio nello scorcio di secolo in cui il filosofo tedesco redigeva la sua missiva, nel centro del capoluogo ligure nasceva, in seguito a lavori di ristrutturazione urbanistica, piazza del Carmine, nella quale una quarantina d’anni dopo, esattamente nel 1921, prendeva posto l’omonimo Mercato rionale, accolto in una costruzione in stile liberty. La zona era dedita all’attività commerciale da circa trecento anni e così la vocazione del quartiere genovese fu conservata.

Da qualche anno il Mercato del Carmine ha ricominciato a rivivere nella piazza, e a farla rivivere. Grazie alla costituzione di un consorzio di imprenditori che gestirà per un certo periodo di tempo la struttura, oggi in questo luogo, oltre a fare la spesa – e i prodotti tipici, come il “pesce povero”, sono naturalmente tra i più commercializzati –, si può pranzare e cenare, e, per giunta, anche assistere a spettacoli e partecipare a iniziative culturali.

Qui si può ancora facilmente “evadere da sé”, come direbbe Nietzsche. Ma senza doversi inventare bizzarri e straordinari diversivi. Basta concedersi il tempo di un giro fra tavoli e banchi, e il gioco è fatto.

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May 19, 2014

Il Mercato del Carmine, a Genova: “evadere da sé” è facilissimo

Genova
Piazza del Carmine
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