Il Capri Palace Hotel, arte, filosofia e bellezza

Capri Palace Hotel, Anacapri, Napoli

Era il 1998 quando Julia Roberts prenotò una camera al Capri Palace Hotel. E, subito dopo, fu Harrison Ford a bussare alla porta del grande albergo di Anacapri progettato nel 1960 dall’architetto e designer Gianfranco Frattini.

Fu in quel momento che Tonino Cacace pensò, mentre un piccolo brivido gli attraversava il corpo, di avercela fatta. Aveva ereditato dal padre quella grande struttura nel 1975. Lui amava, e studiava, soprattutto la filosofia e l’arte, e mai avrebbe pensato di dover gestire una realtà così complessa, materiale impegnativo per le mani di esperti manager.

Gettandosi in questa nuova avventura sapeva che comunque avrebbe dovuto puntare soprattutto sulla fantasia e sull’amore per la bellezza. Così si inventò, per esempio, le piscine nel giardino delle camere. Una follia, dicevano tutti. Che però qualche anno dopo sarebbe diventata una moda. Poi introdusse l’arte contemporanea di Pomodoro, Velasco e De Chirico nel suo albergo. E, ancora, realizzò il centro medico e la spa olistica “Capri Beauty”, con più di trenta medici, terapisti, estetisti, dietisti e cuochi.

A Capri e nel resto del mondo, racconta lui stesso, non si pensava ancora a strutture che offrissero insieme con la stanza di un hotel anche l’idea di un modo di vivere non solo legata al lusso, ma a un’esperienza estetica fuori dal comune, a uno stile di vita elegante che tiene conto delle sensazioni emotive e della qualità, della bellezza e dell’esclusività. Capii che quello sarebbe stato il mio obiettivo e che l’avrei realizzato al Capri Palace.

Una scommessa vinta.

Photos via:
www.capripalace.com

August 14, 2015