I tormenti e gli incanti di Antonio Ligabue

Antonio Ligabue. Tormenti ed incanti, Palermo, Palazzo dei Normanni, mostra

"Aratura", s.d. (1944-1945), olio su cartone riportato su tela, collezione privata

“Antonio Ligabue. Tormenti ed incanti”: un titolo azzeccatissimo quello dato alla mostra di opere del pittore italo-svizzero dall’esistenza complicata, fatta di sradicamento, conflitto e segregazione forzata.

La madre era una donna veneta emigrata in Svizzera, il padre restò sempre ignoto. Antonio nasce nel 1899 a Zurigo e per vent’anni conduce tra un cantone elvetico e l’altro una vita difficile, tramata di crisi nervose e ricoveri in ospedali psichiatrici. Nel 1919 viene forzatamente accompagnato in Italia – è cittadino italiano – perché denunciato per maltrattamenti proprio da sua madre.

A Gualtieri, il comune in provincia di Reggio Emilia nel quale si trova suo malgrado a risiedere dopo l’espulsione, sbarca il lunario con lavori saltuari e si dedica alla pittura e alla scultura. Vive in condizioni precarie, è spesso ospite di ricoveri per indigenti o si nasconde in baracche nei boschi o nelle golene del Po.

Qualcuno si accorge del valore delle opere di questo artista déraciné alla fine degli anni Venti, e solo nel 1955 viene allestita la prima mostra personale. La consacrazione definitiva avverrà nel 1961 a Roma, con un’importante esposizione alla Galleria “La Barcaccia”.

La rassegna promossa dalla Fondazione Federico II di Palermo e dalla Fondazione Ligabue, resterà aperta fino al prossimo 31 agosto presso le Sale Duca di Montalto del Palazzo Reale di Palermo.

In mostra, sessanta dipinti a olio, disegni, incisioni e cinque sculture in bronzo, opere in cui echeggia la tempesta esistenziale di quest’uomo che torna ripetutamente su pochi riconoscibili temi, come gli autoritratti e i combattimenti di animali.

Photos via:
www.ligabueapalermo.it/

June 3, 2016

I tormenti e gli incanti di Antonio Ligabue

Palermo
Palazzo Reale (Palazzo dei Normanni), Piazza Indipendenza, 1
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