I Tarocchi “sopraffini” di Carlo Della Rocca: il futuro è una partita a carte

Tarocchi Carlo Della Rocca-Ferdinand Gumppenberg

Asso di Denari

Intorno al 1830 Ferdinand Gumppenberg, stampatore tedesco emigrato a Milano nel 1809, commissionò all’incisore Carlo Della Rocca un mazzo di tarocchi.

Della Rocca era allievo di Giuseppe Longhi (1766-1831), anche lui incisore nonché docente d’arte, decisamente più celebre del discepolo, del quale, sebbene all’epoca molto apprezzato, non è rimasta memoria né della data di nascita né di quella di morte.

I Tarocchi “sopraffini” – così furono definiti quando apparvero sul mercato – realizzati da Della Rocca (coi quattro semi della tradizione italiana: spade, coppe, denari e bastoni), con il loro design innovativo, hanno influenzato molti creatori di carte del Novecento, che spesso si sono ispirati all’opera dell’artista milanese.

Ecco un assaggio di un mazzo composto da 78 carte (22 Arcani Maggiori e 56 Arcani Inferiori) incise in acciaio e colorate a mano.

Più che di predizioni sul futuro, viene voglia di una partita a carte.

Photos via:
www.gonnelli.it/it/asta-0014/della-rocca-carlo-tarocchi-.asp

April 13, 2015