I Laghetti di Marinello: natura, poesia e misteri di Sicilia

Laghetti di Marinello, Tindari, Messina

Il profilo dei Laghetti di Marinello, in provincia di Messina, cambia in continuazione. Viene costantemente modellato dalle correnti marine e dalle mareggiate.

Se vi affaccerete dalla sacrestia dell’antico Santuario della Madonna Nera di Tindari – costruito sulla sommità dell’omonimo colle, un promontorio dei monti Nebrodi alto più di 250 metri –, lo stupefacente panorama del Tirreno, con le Eolie all’orizzonte, potrà togliervi il fiato.

Il poeta siciliano Salvatore Quasimodo – premio Nobel per la Letteratura nel 1959 – espresse in versi diventati famosi i sentimenti di chi saliva quassù: Salgo vertici aerei precipizi, / assorto al vento dei pini, / e la brigata che lieve m’accompagna / s’allontana nell’aria, / onda di suoni e amore.

Chinando lo sguardo scoprirete gli stagni salmastri ai piedi della precipite parete: sono essi che danno il nome a un’area protetta istituita nel 1998, la Riserva naturale orientata Laghetti di Marinello per l’appunto.

Una porzione di costa siciliana gremita di leggende e tradizioni. Nelle rocce della parete si apre un antro conosciuto come la Grotta di Donna Villa, abitazione di una bellissima e crudele maga – un po’ Circe e un po’ Sirena – che irretiva con maliosi canti gli uomini di mare. Chi di loro non resisteva, era premiato con giorni e notti d’intenso amore cui però seguiva la definitiva condanna a una terribile morte procuratagli dalla misteriosa e feroce antropofaga.

La Grotta di Donna Villa, ricca di imponenti stalattiti e stalagmiti, è visitabile. Così come il bel Santuario antico, che ospita la statua della Madonna Nera – risalente all’VIII-IX secolo –, arrivata da queste parti su una nave in fuga dalle persecuzioni iconoclaste d’Oriente.

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October 28, 2016

I Laghetti di Marinello: natura, poesia e misteri di Sicilia

Patti (Messina)