I cipressi del Giardino Giusti e la fantasia di Goethe

Verona Giardino Giusti

I cipressi del Giardino Giusti a Verona colpirono l’immaginazione di Goethe, che li assimilò alle “lesine”, attrezzi appuntiti utilizzati dai calzolai.

Lo scrittore tedesco visitò nel 1786 il Giardino veronese, creato nel XV secolo ma definito nelle sue forme un centinaio di anni dopo, nel 1570, dal gentiluomo toscano Agostino Giusti.

Gli alberi «ritti verso il cielo» muovevano la fantasia di Goethe come poche altre cose. Nelle “Affinità elettive” scrisse che le piante assomigliano «a quelle persone ostinate, dalle quali si può ottenere tutto, purché si prendano dal verso giusto». Aggiungendo che il giardiniere che se ne occupa deve avere «uno sguardo tranquillo, una tranquilla coerenza per fare, in ogni ora e in ogni stagione, tutto quanto è opportuno».

L’esigente e appassionato viaggiatore-poeta poteva muovere poche obiezioni ai curatori di questo parco. Le geometrie del giardino all’italiana, con le statue disseminate sui prati e nei viali, raggiungono l’eccellenza.

E le cime dei magnifici cipressi ritti nel cielo continuano a sollecitare la fantasia di chi capita da queste parti.

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August 6, 2014

I cipressi del Giardino Giusti e la fantasia di Goethe

Verona
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