Gangi, dedalo di misteri e di bellezza

Gangi, Madonie, Palermo

Ecco Gangi, uno dei Borghi più belli d’Italia, raggiungibile da Palermo attraverso una strada «denominata “delle Madonie e dell’Etna”, che corre al suo inizio lungo il litorale illuminato dalla bellezza incomparabile delle spiagge dell’Aspra, di Porticello, di San Nicolò l’Arena e, infine, di Termini Imerese, e la calma riposante delle ville patrizie che la punteggiano e sono legate l’una all’altra, quasi ininterrottamente, da un vivace schieramento di gerani, mentre l’ulivo, il mandorlo e il fico curvano i rami ricchi di frutti fin sulla strada» (“Le Vie d’Italia”, n. 5, maggio 1948, p. 446).

Ecco, sulle pendici del monte Marone, il dedalo medievale delle stradine che si snodano fra case di pietra addossate l’una all’altra, castelli, torrioni, chiese, monasteri e palazzi signorili. In questo labirinto si è smarrita la notizia della fondazione del borgo, che una tradizione identifica con la leggendaria Engyon, antica colonia cretese depredata nel I secolo a. C. dal magistrato romano Verre – lo ricorda anche Cicerone nelle “Verrine”, opera in cui definisce gli abitanti di quella misteriosa città “fortes honestique viri”.

Ecco il “paese letterato” in cui nel XVIII secolo sorsero numerose accademie di colti iniziati, come quella denominata “degli Industriosi”, una cellula filogiansenista e filomassonica attiva fra il 1758 e il 1777 i cui adepti si impegnavano in faticose pratiche esoteriche per edificare il “Tempio interiore” ed elevarsi verso la Luce.

Ecco la patria di due grandi pittori del Seicento che condivisero il soprannome di “Zoppo di Gangi”, Gaspare Vazzano e Giuseppe Salerno.

Ecco la bellezza.

©Pietro Columba, ©fmd40, ©Luigi Strano

February 25, 2016

Gangi, dedalo di misteri e di bellezza