Franco Grignani e la fotografia della mente

Franco Grignani (1908-1999) si rese concretamente conto dell’interrelazione esistente fra l’occhio e la mente durante la Seconda guerra mondiale. E pare che tale consapevolezza maturò in quegli anni anche perché gli era toccato di insegnare le tecniche di avvistamento aereo in una scuola militare.

A partire da quell’esperienza Grignani decise di abbandonare l’architettura per dedicarsi completamente al graphic design – all’epoca una professione fuori dal comune –, e in questo ambito incominciò a sperimentare, ispirandosi alle teorie della “psicologia della forma”, tecniche artistiche con cui puntava a ottenere immagini che, coerentemente con le leggi della meccanica, della fisica e dell’ottica, facessero emergere le reazioni della mente dell’osservatore di fronte alla realtà.

La fotografia fu uno dei campi di sperimentazione dell’artista lombardo, che lavorò soprattutto nell’ambito della progettazione grafica (suo è il celebre marchio della Pura Lana Vergine, del 1964). Realizzò opere con fotomontaggi, elaborati grafici e sovrimpressioni.

Ecco un’antologia di alcune sue creazioni fotografiche: si tratta di composizioni astratte realizzate negli anni Cinquanta del secolo scorso.

Photos via:
www.lombardiabeniculturali.it/fotografie/autori/3719/?current=1

January 9, 2014