Carlo Bugatti, mobili così non s’erano mai visti

Quando Elena di Savoia, regina d’Italia, incontrò Carlo Bugatti all’Esposizione internazionale d’arte decorativa e moderna di Torino del 1902, si complimentò con lui. Gli disse che le piacevano molto i suoi mobili in stile “moresco”. L’orgoglioso Bugatti non ebbe remore nel replicare alla sovrana che si sbagliava: «Maestà, questo non è stile moresco, questo è il mio stile!».

In verità la regina non aveva tutti i torti, perché l’esotismo dei prodotti realizzati in quel periodo dal geniale artista è innegabile.

Carlo Bugatti (Milano, 1856 – Molsheim 1940) fu uno scultore, ma anche un appassionato studioso di architettura e di scienze. Amico di Giovanni Segantini, con cui frequentò l’Accademia di Belle arti di Brera e che sarebbe poi diventato suo cognato, si dedicò alla progettazione e alla costruzione di mobili, attività che svolse perseguendo continuamente un’originalità assoluta, anche attraverso l’uso di materiali inconsueti.

E in effetti lo stile delle sue opere – connotate non solo da esotismi orientaleggianti, da un intenso decorativismo e spesso da forme bizzarre – non è assimilabile a quello in voga nei primi anni del Novecento. Sedie, scrittoi, poltrone, tavoli e divani firmati dall’artista milanese registrarono un crescente successo in varie esposizioni internazionali, fino al trionfo torinese di quel 1902.

Il cognome Bugatti rimanda immediatamente alla fabbrica francese di automobili: fu proprio il primogenito di Carlo, Ettore, a fondarla, a Molsheim, nel 1909. L’altro figlio, Rembrandt, fu un famoso scultore.

Una famiglia estrosa, non c’è che dire.

April 21, 2014