Brunetta Mateldi, lo stile non è una moda

La celebre stilista francese Coco Chanel era dell’opinione che «la moda passa, lo stile resta». Un’osservazione che si attaglia perfettamente al lavoro di Brunetta Mateldi (al secolo Bruna Moretti, Ivrea 1904 – Milano 1989).

Nella sua lunga carriera di illustratrice nel mondo della moda, la Mateldi collaborò con famose testate italiane (tra le altre, “Il Corriere della Sera”, “L’Espresso”, “La Gazzetta del Popolo”, “Scena Illustrata”, “Il Dramma”) e anche – unica grafica italiana – con “Harper’s Bazaar”, la celebre rivista newyorkese diretta a quei tempi da Diana Vreeland.

Il suo stile inconfondibile, eclettico, incisivo e ironico – di cui in questa antologia di suoi disegni dedicata ai cappelli proponiamo un assaggio –, le valse numerosi riconoscimenti, come quello tributatole nel 1962 dal “Sunday Mirror”, che la annoverò tra le “Eighteen of the world’s most powerful women”, o l’Ambrogino d’Oro assegnatole nel 1950 dal Comune di Milano.

Molte anche le mostre personali allestite con disegni, schizzi e bozzetti, soprattutto nel capoluogo lombardo (che, tra l’altro, nell’81, organizzò in suo onore l’esposizione “Le persone che hanno fatto grande Milano”).

L’artista ebbe un giorno a dire che il suo lavoro era una maniera «per sviscerare, impadronirsi di altre vite, per bersi gli occhi, i nasi, le bocche, le braccia, i piedi e tutto il resto delle persone belle, brutte, buone o cattive».

Un po’ quello che capita a chi guarda le sue opere.

December 16, 2013