Anselmo Bucci e il Giro d’Italia: il racconto di un pittore-cronista

Anselmo Bucci, Il Giro d'Italia del 1939

"8 maggio, Firenze"

Anselmo Bucci, nel 1939, partecipò alla ventisettesima edizione del Giro d’Italia. Naturalmente, anche se con molta probabilità non gli sarebbe affatto dispiaciuto, non inforcò alcuna bicicletta, ma fece la sua personale corsa con matita e pennelli. Bucci era infatti un artista, un pittore e incisore marchigiano (Fossombrone, 1887-Monza, 1955) che si era formato all’Accademia di Brera di Milano.

Viaggiò a Parigi e tornò in Italia allo scoppio del primo conflitto mondiale per arruolarsi nel Battaglione lombardo ciclisti: la sua guerra come volontario l’avrebbe combattuta sulle due ruote.

La bicicletta sarebbe tornata altre volte ad affacciarsi nella vita professionale di Bucci. Accadde nel 1935, quando gli fu chiesto di raccontare con i suoi disegni il Tour de France di quell’anno, e poi nel 1936, allorché illustrò il Giro d’Italia vinto per la prima volta da Gino Bartali.

Nel 1939 il Comitato Organizzatore del Giro d’Italia gli propose di realizzare la cronaca per immagini dell’importante gara ciclistica. Dal 28 aprile al 18 maggio, Bucci, in compagnia del grande giornalista Orio Vergani, all’epoca collaboratore del “Corriere della Sera”, seguì come cronista-pittore le diciassette tappe della “Corsa Rosa”, il cui eroe popolare fu senza dubbio ancora il grande Bartali, che quell’anno però si piazzò secondo, dietro al vincitore Giovanni Valetti.

Ne venne fuori uno straordinario album di 176 disegni: con la matita nera e gli acquerelli policromi, Bucci raccontò la cronaca del Giro. Una corsa epica, come sempre.

Photos via:
www.gonnelli.it/it/asta-0010-1/bucci-anselmo-il-giro-ditalia-del-1939-.asp

May 20, 2015