Alab’Arte di Volterra: alabastro e poesia

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Nella bottega Alab’Arte di Volterra, in Toscana, si lavora una pietra amata dai poeti.

Nel “Cantico dei Cantici” – attribuito al re poeta Salomone –, la sposa definisce le gambe del suo diletto colonne di alabastro, posate su basi d’oro puro.

Dante Alighieri nel canto XV del “Paradiso” descrive la striscia di luce di una stella in movimento – l’anima del beato Cacciaguida – come un foco dietro ad alabastro.

Ludovico Ariosto, nel suo “Sonetto XXV”, parla dell’amata cantandone il collo e il seno di terso alabastro.

Nel “Mistero della carità di Giovanna d’Arco”, lo scrittore francese Charles Péguy ricorda l’incontro tra Maria di Betania e Gesù e il gesto grazioso della donna nei confronti di quell’uomo: Beata colei che versò sui suoi piedi il profumo dell’anfora, colei che versò sul suo capo il profumo del vaso d’alabastro, nella casa di Simone […] sui suoi veri piedi, sul suo corpo carnale, sul suo capo reale, sul capo del suo corpo.

L’alabastro è una roccia della cui bellezza Roberto Chiti e Giorgio Finazzi, poeti-artigiani inventori di Alab’Arte, sono innamorati da anni. Nel laboratorio che hanno creato si occupano di restauro, producono opere originali e rivelano a chi vuole conoscerli i segreti del loro lavoro.

Photos via:
www.alabarte.com

December 16, 2014

Alab’Arte di Volterra: alabastro e poesia

Volterra (Pi)
Laboratorio: Via Orti di Sant'Agostino, 28 - Esposizione: Via Don Minzoni, 18
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