“ABICI”, BICICLETTE, LAMBRUSCO E TECNOLOGIA

“Abici Italia” è un nome che significa ripartire dall’inizio. Suggerisce che ricominciare non vuol dire guardarsi indietro rinunciando a tutto ciò che si è fatto finora, ma piuttosto individuare nel groviglio del presente il filo rosso ininterrotto che lo unisce al passato.

Le biciclette di “Abici Italia” nascono dall’idea di tre amici che in una magica sera d’osteria si emozionano sfogliando un vecchio catalogo degli anni Cinquanta: le pagine dedicate al lavoro di un artigiano dell’epoca, e quel po’ di Lambrusco indispensabile per schiarirsi le idee, suggeriscono loro di provare a ricominciare da lì, da quelle forme, da quelle armonie, da quella stupefacente semplicità di linee.

Se c’è qualcuno che ancora pensa che l’artigianato sia un retaggio del passato, e che il sapere del lavoro manuale non abbia alcun rapporto con quello scientifico, è ormai fuori strada.

Per cambiare prospettiva, basta guardare queste biciclette e conoscere chi le ha inventate e lanciate sul mercato: solo la mescolanza di abilità artigianali, tecnologiche e manageriali ha potuto permettere tali risultati di bellezza e prestazioni.

Si racconta che il designer Ettore Sottsass, in visita alla Nasa, trovandosi di fronte a parti di capsule spaziali, commentò: «Da queste parti è pieno di artigiani».

Un aneddoto buono, come un po’ Lambrusco, per schiarirsi le idee.

Photos via:
www.abici-italia.it

December 17, 2013

“ABICI”, BICICLETTE, LAMBRUSCO E TECNOLOGIA

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