Vino, musica e medioevo a Monforte d’Alba

A Monforte d’Alba, borgo medievale piemontese nelle Langhe, in provincia di Cuneo, c’è un anfiteatro naturale utilizzato per rassegne musicali e concerti. Ricavato dalla pendenza morfologica del terreno che scende verso lo scenario del palazzo nobiliare degli Scarampi, l’anfiteatro ha un’acustica eccellente, ed è stato intitolato a un pianista polacco, Mieczysław Horszowski (1892-1993), il quale, nella sua lunga vita – morì a 101 anni –, ebbe modo di conoscere, tra gli altri, alcuni celebri personaggi del mondo della musica, come i compositori francesi Gabriel Fauré e Camille Saint-Saëns nonché il direttore d’orchestra Arturo Toscanini.

Horszowski fu un enfant prodige. Il grande poeta torinese Guido Gozzano, avendo sentito suonare il dodicenne pianista (era il 1904), gli dedicò un sonetto, i cui versi tra l’altro dicono: «O le tue mani, bimbo, se tu accenni / sui tasti muti, a pena! Ecco, e tragitti / un popolo di sazi e di sconfitti / alle rive del sogno alte e solenni. // E tu non sai! Il suono t’è un trastullo: / tu suoni e ridi sotto il cielo grigio / nostro piccolo gran consolatore! // E l’usignolo, come te, fanciullo, / canta ai poeti intenti al suo prodigio; / e non conosce le virtù canore» (“Miecio Horszovski”, in “La via del rifugio”). Una targa, che riporta un verso del componimento di Gozzano, ricorda l’anno in cui fu inaugurato l’Auditorium Horszowski: era il 1986, e il novantaquattrenne musicista vi tenne un memorabile concerto.

Monforte d’Alba – uno dei paesi langhigiani in cui si produce il Barolo – è arroccato sulle pendici di un ripido colle ed è circondato da distese di vigneti dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Il nucleo storico si raggiunge percorrendo la “Saracca”, l’insieme delle stradine medievali che s’inerpicano fra muraglioni e piazzette, balconate e cancelli. Dal 2018 fa parte dei Borghi più belli d’Italia, grazie anche ai monumenti che lo costituiscono, come la torre campanaria risalente all’anno Mille e il coevo Castello di Perno (riedificato nel XVIII secolo), l’Oratorio barocco di Sant’Agostino e di San Bonifacio e il settecentesco Palazzo Scarampi.

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May 13, 2019