Villa La Petraia, sassi e bellezza

La Villa Medicea La Petraia, a Firenze, dimostra plasticamente che Aristotele, nell’”Etica Nicomachea”, non aveva del tutto ragione quando affermava che «nulla di ciò che è per natura può assumere abitudini ad essa contrarie: per esempio, la pietra che per natura si porta verso il basso non può abituarsi a portarsi verso l’alto, neppure se si volesse abituarla gettandola in alto infinite volte».

Il cardinale Ferdinando de’ Medici, diventato Granduca di Toscana nel 1587, riuscì nell’impresa considerata impossibile dal Filosofo: egli trasformò in profondità, portandolo “verso l’alto”, un fortilizio trecentesco che era immerso in una natura scabra e pietrosa (da qui il nome di “petraia”) e lo fece diventare una residenza principesca. Ci vollero pazienza e anni di lavoro. Ma alla fine, dalle pietre scaturì la bellezza.

E quanto ora appare davanti ai nostri occhi è il prodigio che ebbe origine a partire da quello scorcio di XVI secolo, e che poi si rinnovò nei secoli successivi: il cortile centrale della struttura, perno della Villa, magnificamente affrescato, tra fine Cinquecento e inizio Seicento, da Cosimo Daddi e dal Volterrano; le sale interne, ammobiliate elegantemente con accessori del Sette-Ottocento e ricche di opere d’arte; i giardini: quelli formali affacciati sulla città e quello all’inglese situato nel retro.

Lo scrittore marocchino Driss Chraïbi scrisse che «la pazienza può far germogliare delle pietre». Lui sì, aveva senz’altro ragione.

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December 15, 2013

Villa La Petraia, sassi e bellezza

Firenze
Via di Petraia, 40
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