Venere e il Giardino misterioso della Reggia di Caserta

Il bagno di Venere, Reggia di Caserta - Bathing Venus, Palace of Caserta

Nella maestosa Reggia di Caserta c’è un misterioso giardino all’inglese e una statua di Venere che fa il bagno. Il giardino, commissionato dalla regina Maria Carolina d’Asburgo Lorena, fu realizzato dal botanico tedesco John Andreas Graefer (1746-1801) in collaborazione con l’architetto Carlo Vanvitelli (1739-1821).

Per alcuni critici, il mistero è legato a un filone esoterico-massonico:

L’espandersi della consorteria massonica nel Regno di Napoli coincide infatti con l’arrivo nella capitale della nuova regina Maria Carolina. […] Maria Carolina, adepta della massoneria napoletana, volle nascondere nel giardino una sorta di itinerario iniziatico che, attraverso una serie di tappe segnate da “fabriques” dalla chiara valenza simbolica – come la piramide, il sepolcreto neogotico e il tempietto a “tholos” che campeggia al centro del labirinto –, si concludeva, come in una sorta di catarsi lustrale, nello spazio incantato del laghetto dedicato a Venere.

Nel luogo più appartato del giardino, sui resti di una cava tufacea e ai bordi di un piccolo stagno, il Vanvitelli dà vita a un ambiente di grande suggestione dove gli scogli, costituiti da grandi massi tufacei, la copiosa vegetazione e la statua di Venere formano uno spettacolare insieme che riecheggia le magiche atmosfere dell’antro della Sibilla Cumana (M. Fagiolo, “Architettura e massoneria: l’esoterismo della costruzione”, Gangemi, Roma 1988).

Ci sono altre statue nel Giardino della Reggia. Undici, per l’esattezza. E anche un criptoportico. Tutti oggetti probabilmente legati fra loro:

Tra le undici statue antiche, si stagliano le effigi degli dei Esculapio e Afrodite (collocata con la figura eretta al di sopra un “sarcofago-tinozza”), accanto ai simulacri di immaginati antenati romani. Qual è l’inganno che propina questo enigma?.

[…] Le sculture sono un mero ornamento o alludono a misteri che si svelano a occhi che sanno vedere? Senza addentrarsi in una complessa esegesi iconologica […] non si può tuttavia trascurare la rievocazione (non casuale) del culto di Esculapio, “uomo-dio”, che la leggenda narrava come un “medico-mago”capace di risuscitare i morti “incubando” le salme nell’acqua dell’“Abaton” (una sacra tinozza a forma di sarcofago). Resta ancora da chiedersi se c’è un nesso di traslazione simbolica tra il mito della resurrezione, che riecheggia nel criptoportico, e il sovrastante “bagno di Venere”.

[…] È intuitivo supporre (benché si tratti di una congettura indimostrabile) che il senso latente di questa metafora vada stanato nell’allegoria dell’eterna rinascita della “Bellezza”, che si autocontempla nei riflessi speculari delle onde, nell’estasi kantiana della “finalità senza fine” (B. Gravagnuolo, “Carlo Vanvitelli”, Guida, Napoli 2008).

E ora, entriamo nel Giardino misterioso della Reggia.

©Adalberto Vastano, ©Valentina Blasi, ©Elisa, ©Giovanni Di Nocera, ©Divà, ©Forme Libere, ©Percorsi di Luce

January 29, 2016

Venere e il Giardino misterioso della Reggia di Caserta