Una passeggiata tra le meraviglie dell’Aventino

I resti dei palazzi imperiali del Palatino visti dall'Aventino - The ruins of the imperial palaces of the Palatine, seen from the Aventine

I resti dei palazzi imperiali del Palatino visti dall'Aventino

A Roma c’è un colle aristocratico e un po’ defilato, silenzioso ed elegante. Meditabondo, si direbbe: è l’Aventino, il più signorile dei leggendari sette colli capitolini.

Ma non è sempre stato così. Ci fu un tempo mitologico in cui negli anfratti selvosi di quest’altura declinante sul Tevere si nascondeva un leggendario mostro sputafuoco, Caco, che ebbe l’ardire di rubare dei buoi a Ercole, il quale si vendicò dell’affronto stritolando il formidabile ladro e portando così a termine la sua decima fatica.

E ci fu poi un tempo storico, l’epoca arcaica della vicenda di Roma, durante la quale l’Aventino si trasformò in una sorta di banlieue popolata dai rifugiati delle città conquistate dai monarchi dell’Urbe. Così come ci fu anche un tempo, qualche secolo dopo, in cui diventò la residenza dei plebei capitolini.

Solo in età imperiale assunse un profilo nobile, ospitando le ville degli ottimati romani, splendidi edifici che rimasero in piedi almeno fino al 410 d.C., quando i Visigoti di Alarico li rasero al suolo consumando il celeberrimo Sacco della città.

Il monumento a Giuseppe Mazzini, di Ettore Ferrari, inaugurato nel 1949 alle pendici dell'Aventino

Il monumento a Giuseppe Mazzini, di Ettore Ferrari, inaugurato nel 1949 alle pendici dell’Aventino

Camminando oggi per via di Santa Sabina – l’antico Vicus Armilustris, dal termine “Armilustrium”, festa della purificazione delle armi in onore di Marte, celebrata sull’Aventino ai tempi dell’antica Roma – nulla di quanto si vede riecheggia tali remote vicende. Ma tante altre meraviglie il tempo ha sedimentato da queste parti.

Per scoprirle, facciamo una passeggiata sulla bellissima strada che corre parallela al Tevere.

Clivo di Rocca Savella, presso il Giardino degli Aranci

Clivo di Rocca Savella, presso il Giardino degli Aranci

Percorrendola da nord a sud, lasciandoci cioè alle spalle il Circo Massimo, troviamo sulla nostra destra il Giardino degli Aranci, uno dei luoghi più affascinanti e romantici della città, della quale esso offre tra l’altro un panorama strepitoso (comparabile solo con le altre due straordinarie vedute godibili dal Gianicolo e dal Pincio).

Realizzato negli anni Trenta del Novecento nella zona utilizzata come orto dai padri domenicani della confinante chiesa di Santa Sabina, il Giardino degli Aranci – che deve tale nome agli alberi di agrumi da cui è popolato – si estende per poco meno di un ettaro ed è conosciuto anche come Parco Savello, perché nel XIII secolo in quest’area si trovava un fortilizio appartenuto alla nobile famiglia dei Savelli.

Le piante del Giardino rievocano l’albero che secondo una tradizione fu piantato nel 1220 da san Domenico di Guzmán (1170-1221) nel chiostro di Santa Sabina, ancora visibile attraverso un foro praticato nel muro del portico della chiesa (si dice sia il primo arancio importato in Italia). Non è l’unico oggetto osservabile in tale curiosa maniera da queste parti. Tra breve incontreremo un altro esempio di bizzarra inquadratura.

Giardino degli Aranci
Via di Santa Sabina – piazza Pietro d’Illiria
Orario di visita:
da ottobre a febbraio 7.00 – 18.00
marzo e settembre 7.00 – 20.00
da aprile a agosto 7.00 – 21.00

Il Giardino degli Aranci

Il Giardino degli Aranci

Il Giardino degli Aranci

Il Giardino degli Aranci

Il Giardino degli Aranci

Il Giardino degli Aranci

Fontana all'ingresso del Giardino, in piazza Pietro d'Illiria

Fontana all’ingresso del Giardino, in piazza Pietro d’Illiria

Come s’è accennato, accanto al Giardino degli Aranci si erge la magnifica Basilica paleocristiana di Santa Sabina, il cui impianto originario, costruito sulla tomba della martire eponima, risale al V secolo a.C.

Difficile dare conto in poche righe dell’importanza e della bellezza di questa chiesa.

Ci limitiamo a ricordare alcune cose notevoli: si tratta di uno degli edifici paleocristiani meglio conservati del mondo; è la curia generalizia dell’Ordine dei Frati Predicatori (Domenicani); vi si tenne il complicato conclave del 1287-1288, da cui uscì eletto il primo papa francescano, Niccolò IV; sulla porta lignea dell’ingresso principale (V secolo) è realizzata in bassorilievo la prima rappresentazione della Crocifissione (e nel pannello relativo al “Passaggio del Mar Rosso” è effigiato anche il volto di Napoleone Bonaparte, scolpito da un restauratore nel 1836 al posto di quello del Faraone).

Basilica di Santa Sabina
Piazza Pietro d’Illiria, 1
Orario: tutti i giorni, dalle 8.15 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.00
Tel.: +39 06 579401

La Basilica di Santa Sabina

La Basilica di Santa Sabina

La Basilica di Santa Sabina

La Basilica di Santa Sabina

Interno della Basilica di Santa Sabina

Interno della Basilica di Santa Sabina

Interno della Basilica di Santa Sabina, soffitto

Interno della Basilica di Santa Sabina, soffitto

Continuando la nostra passeggiata su via di Santa Sabina incontriamo un altro giardino, meno famoso e un po’ più piccolo dell’omologo di cui abbiamo appena parlato, ma che regala comunque una visuale suggestiva sulla città e sul fianco antico della Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio che vi si sporge imponente: il Giardino di Sant’Alessio fu realizzato nel XIX secolo sui possedimenti di un convento soppresso della Congregazione religiosa dei Somaschi, e la sua terrazza panoramica su Roma difficilmente delude chi abbia la ventura di affacciarvisi.

Giardino di Sant’Alessio
Piazza Sant’Alessio
Orario di visita: dalle 7.00 al tramonto

Il Giardino di Sant’Alessio

Il Giardino di Sant’Alessio

Il Giardino di Sant’Alessio e la Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio

Il Giardino di Sant’Alessio e la Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio

La Basilica dei Santi Bonfacio e Alessio, attigua al giardino, è una straordinaria composizione di stili costruttivi, testimoni delle varie epoche che il fabbricato ha attraversato, via via arricchendosi di elementi architettonici: c’è il romanico del campanile (X secolo) e della cripta, il medioevo del portico (XII secolo), il Rinascimento della facciata (XVI secolo).

Riedificata nel XIII secolo su un impianto originario risalente al III, la chiesa conserva tra l’altro alcune reliquie di san Tommaso Becket, assassinato nel 1170 nella Cattedrale di Canterbury dai sicari di Enrico II. La vicenda dell’arcivescovo cattolico inglese ispirò il poeta americano Thomas Stearns Eliot per la composizione del dramma “Assassinio nella Cattedrale”.

Nella chiesa è conservato anche il frammento di una scala lignea, sotto la quale, secondo una tradizione, avrebbe vissuto per diciassette anni Alessio, tra i santi più popolari del medioevo.

Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio
Piazza di Sant’Alessio, 23
Tel.: +39 06 5743446
Fax: +39 06 5745549

Facciata della Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio

Facciata della Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio

Veduta panoramica Roma con la cupola di San Pietro dalla Basilica sei Santi Bonifacio e Alessio

Veduta panoramica Roma con la cupola di San Pietro dalla Basilica sei Santi Bonifacio e Alessio

La nostra breve escursione su via di Santa Sabina termina di fronte all’unica opera “costruita” del grande incisore Giovanni Battista Piranesi, che dell’architettura fu soprattutto un notevole teorico. Si tratta della facciata dell’ingresso della Villa del Priorato di Malta, e dell’antistante piazzetta neoclassica, recintata da un muro scandito da edicole, obelischi e stele decorati da simboli religiosi e navali.

Sul portale dell’ingresso – oltre il quale si accede appunto alla Villa del Priorato romano dei Cavalieri di Malta e alla chiesa di Santa Maria del Priorato, anch’essa progettata dal Piranesi, la quale tra l’altro ospita le sue spoglie – c’è il secondo pertugio che si incontra sulla strada: è il buco della serratura, che incornicia perfettamente la cupola della Basilica di San Pietro.

Villa Magistrale del Sovrano Ordine di Malta (Villa del Priorato di Malta)
Piazza dei Cavalieri di Malta, 4
Visite su prenotazione
a.amato@orderofmalta.int

La Cupola di San Pietro vista dal buco della serratura del portone d'ingresso della Villa del Priorato di Malta

La Cupola di San Pietro vista dal buco della serratura del portone d’ingresso della Villa del Priorato di Malta

Photos via: ©Stefano Crialesi

May 31, 2016

Una passeggiata tra le meraviglie dell’Aventino

Roma
Aventino, via di santa Sabina