Rubinacci, stile sartoriale alla napoletana

di Ron Miriello

Napoli e le sue contraddizioni mi affascinano sin dal 2010, quando ho visto John Turturro recitare in “Passione”. Ma è stato un film del 2011 di Gianluca Migliarotti, “O’mast”, a farmi venire la curiosità dei sarti della città. Napoli è sempre stata e rimane la capitale della sartoria italiana. Ciardi, Attolini, Panico, Pirozzi e Rubinacci sono solo alcune delle famiglie che praticano quest’arte e professione da generazioni e generazioni, portando sempre avanti lo stile sartoriale napoletano – con “sprezzatura”, ovvero nel modo tipicamente napoletano di fare le cose dando l’impressione che siano nate senza fatica né accurata programmazione.

Sapevo che Mariano Rubinacci ha tenuto alto il nome di famiglia prendendo il testimone da suo padre, fino a quando di recente l’ha passato a sua volta al figlio Luca. Ma qual è il segreto per tenere in equilibrio la tradizione della sartoria custom-made con le dinamiche del mercato globale? è una sfida nella quale oggi si cimentano gli artigiani di tutta Italia. Quando ho incontrato Luca Rubinacci – il nuovo volto alla guida della società – gli ho chiesto come gli sembra possibile conciliare qualità e crescita.

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Luca mi ha raccontato un aneddoto: “Un negozio coreano, nostro cliente da tempo, voleva ordinare un gran numero di abiti per soddisfare la domanda locale. Per me fornire grandi quantità a quella distanza era un problema. Riflettei a lungo, e poi ebbi un’idea: proposi al proprietario del negozio un modello esclusivo che avrebbe potuto adattare su misura per i suoi clienti, con fodere di seta Rubinacci decorate con motivi tradizionali coreani. Con questa soluzione ho realizzato un prodotto gradito anche ai clienti più esigenti, e ho mantenuto saldo il rapporto con il proprietario del negozio”. Ecco come è possibile concedere un certo livello di personalizzazione senza perdere il controllo sul prodotto finale: un modo di lavorare moderno, intelligente, che riesce a mettere insieme locale e globale.

Rendendosi conto che fare un abito su misura richiede tempo, e che è un’arte che spesso al giorno d’oggi non viene pienamente apprezzata o compresa, Luca ha introdotto un’altra soluzione innovativa. “Quando creo un abito, lavoro per una persona e per il suo specifico modo di vivere. Voglio che il cliente capisca perché lavoro ‘alla napoletana’. Sto offrendo un pacchetto in cui il cliente viene da noi, ospite della nostra villa a Napoli, e può usare la nostra barca per girare nel Golfo, immergendosi in quello che chiamiamo ‘stile napoletano’. Dopo qualche giorno di misure e prove, il suo abito Rubinacci non è più solo un abito, ma il souvenir di un nuovo mondo e di una nuova amica, Napoli.”

In un mondo che ha fame di cose reali e autentiche, Luca Rubinacci è capace di trovare modi nuovi per innovare, attraverso la moda e le esperienze che realizza grazie ai suoi prodotti. Dà un contributo tangibile al progresso della sartoria italiana, e crea ricordi che dureranno una vita, come i suoi abiti su misura.

© Ron Miriello

© Rubinacci

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Luca Rubinacci

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Luca Rubinacci

February 20, 2015

Rubinacci, stile sartoriale alla napoletana

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