Rocca Calascio

di Paolo Rosati

Questa storia inizia nel Medioevo vicino al Gran Sasso, la montagna più alta del Centro Italia.

Nell’XI secolo una torre fu eretta su una vetta rocciosa, e un secolo dopo si ha testimonianza della presenza in quel punto di un torrione circondato da mura, con un ponte di legno: una “rocca”, tipica dell’architettura medievale. A 1.500 metri sopra il livello del mare, il Castello di Rocca Calascio è tuttora il più alto d’Italia. La sua rocca aveva funzione strategica e militare, e nel corso dei secoli soldati, servitori, pastori e fabbri si trasferirono qui con le loro famiglie per essere vicini alla fortezza e avere la protezione delle sue mura.

Il primo documento storico a citare espressamente Rocca Calascio risale al 1380: è l’assegnazione a Pietro di Celano, da parte di Carlo III di Durazzo, dei castelli nel baronato di Carapelle (Santo Stefano di Sessanio, Castelvecchio e Rocca Calascio).

Il ruolo principale della fortezza di Calascio era controllare le strade montane più importanti della zona, fondamentali per il commercio della lana tra Toscana, Lazio, Abruzzo e Puglia.

Dopo gli eventi politici e militari del 1579, il baronato di Carapelle (inclusa Rocca Calascio) fu acquistato dalla famiglia Medici e la regione iniziò a fornire lana a tutti i produttori di abbigliamento di lusso di Firenze.

Nel 1703 un terribile terremoto danneggiò parte del villaggio medievale e della fortezza.

Due film di grande successo furono realizzati a Rocca Calascio negli anni Ottanta e Novanta: “Lady Hawke” e “Il nome della rosa”. Oggi, dopo gli scavi archeologici e le ricerche in campo architettonico condotte sotto la guida del professor Fabio Redi dell’Università dell’Aquila, il castello e il borgo circostante sono divenuti una delle attrazioni turistiche più importanti in Abruzzo.

Il castello sembra costruito nella stessa roccia calcarea degli Appennini, come se la sua incredibile struttura fosse una formazione naturale della montagna. La sua posizione strategica oggi è occasione per i visitatori di ammirare viste mozzafiato, e di sentire con forza la voce della natura. Il contesto non può che far volare l’immaginazione, riportandoci a un tempo in cui la natura era incontaminata e potente, come è ancora in tutto il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

December 14, 2013

Rocca Calascio

Rocca Calascio