Richard Ginori, ritorno al futuro

Nel marchio Richard Ginori 1735 è inscritta la memoria di un inizio. Quel numero – 1735 – indica infatti l’anno di fondazione di un opificio nato da un’idea del marchese fiorentino Carlo Ginori.

Politico e imprenditore, e anche “scienziato dilettante”, secondo un appellativo con cui veniva indicato a quei tempi, egli diede vita, in una sua tenuta agricola, alla “Manifattura di Doccia” di Sesto Fiorentino, destinata a svilupparsi e a diventare in poco tempo una delle più prestigiose fabbriche di porcellane d’Europa.

Fu un inizio, quello, prodotto da una crisi: una forte crisi politica – dovuta al passaggio di potere nel Granducato di Toscana dalla casata dei Medici a quella dei Lorena – le cui ripercussioni negative colpivano anche il paese agricolo di Sesto Fiorentino, bisognoso d’aprirsi a nuovi orizzonti commerciali.

Il progetto ebbe successo, l’azienda prosperò e continuò a farlo fino al 1896, quando un’altra crisi, stavolta finanziaria, segnò un ulteriore e fortunato nuovo inizio, con l’acquisizione dell’attività da parte della Società Ceramica Richard e la conseguente nascita del marchio Richard Ginori.

Il lavoro e la fantasia di operai, artigiani e designer avrebbe fatto diventare grande questo laboratorio di eccellenza italiana, che oggi tutto il mondo conosce e ama.

Al principio del 2013, dopo un periodo di declino, la Richard Ginori è stata dichiarata fallita e 314 lavoratori sono da gennaio in cassa integrazione. A questa storia di bellezza ed eccellenza sembra sia stata scritta la parola fine.
Ma la speranza di un altro nuovo inizio non deve andare perduta.

Ci auguriamo che tale desiderio si realizzi presto, e lo facciamo con le parole del poeta francese Jules Laforgue: «Tutto è bene quel che non finisce».

December 11, 2013

Richard Ginori, ritorno al futuro

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