Raffaello e la mitologia

Raffaello,

"Il trionfo di Galatea", 1512, Villa Farnesina, Roma

Dopo l’incursione tra gli studi e le prove a soggetto mariano di Raffaello Sanzio, tentiamo una piccola esplorazione di alcuni suoi disegni di argomento mitologico.

Johann David Passavant (1787-1861), pittore e storico dell’arte tedesco, nonché cultore delle opere di Raffaello, nota che nei soggetti religiosi, l’Urbinate non si discosta mai dalla tradizione. Egli fu l’ultima perfezione – l’ideale – di tutte le alte tendenze dei suoi predecessori.

Nelle composizioni mitologiche il suo genio si trasformava, toccando nel vivo il pensiero pagano e colorandolo di quella poesia che assumono nell’immaginazione i fatti e i miti sui quali sono trascorsi i secoli. Tale maniera è tutta l’opposto di quella con cui tratta i soggetti della Bibbia e del cristianesimo. A nostro credere, è forse nelle opere mitologiche che maggiormente appare la sua facoltà creatrice.

Per ciò che riguarda le opere ispirategli dalla sua religione, continua Passavant, lo favorivano enormemente l’educazione, il patriottismo e la fede. Nei soggetti mitologici invece, sebbene guidato dal gusto classico dominante a Roma, era poco istruito e doveva quindi affidarsi all’inventiva.

Ma il dono divino del genio suppliva a tutto: la sua intuizione e l’obiettività del suo spirito gli facevano capire subito la religione, i costumi, le idee delle epoche favolose; e con l’aiuto dei capolavori della statuaria antica, seppe levarsi all’altezza degli artefici greci, proprio come se fosse vissuto fra quei costumi, fra quelle idee… Così le sue composizioni profane – compresi i dipinti di Villa Farnesina o la “Scuola d’Atene” – sono tutte ricche d’una grande libertà pittoresca, piena di moto e di azione.

November 5, 2015